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Agguato al bar di Guidonia, arrestati padre e figlio (VIDEO)

Padre e figlio, di Guidonia, sono ora finiti in carcere con l'accusa di tentato omicidio plurimo

Padre e figlio in manette a Guidonia con l’accusa di essere gli autori dell’agguato del 30 agosto, quando a Collefiorito, il loro quartiere, vennero esplosi sei colpi di pistola all’indirizzo di un gruppo di ragazzi seduti al Bar Green di via delle Genzanie (leggi qui). Una strage mancata per un soffio. 

Padre e figlio, di Guidonia, sono ora finiti in carcere con l’accusa di tentato omicidio plurimo

A fare scattare le manette per padre e figlio, Pasquale e Francesco Varlese, rispettivamente 45 e 23 anni, i carabinieri della compagnia di Tivoli. Il movente potrebbe essere legato a un giro di droga.

L’episodio aveva lasciato sgomenta la popolazione di Guidonia; l’uso di un’arma da fuoco in un bar, il gran numero di persone che potevano essere attinti dai proiettili vaganti, la spregiudicatezza dell’azione in una calda serata estiva.

Il primo sopralluogo effettuato congiuntamente dalla Sezione Operativa della Compagnia di Tivoli e dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Frascati aveva già evidenziato diversi particolari: i colpi esplosi erano stati sei e lo scopo non era soltanto solo quello di intimidire i destinatari ma anche di uccidere.

Le conferme sono poi giunte dal successivo intervento dei Carabinieri della Sezione balistica del RIS di Roma che, attraverso una sofisticata strumentazione, sono riusciti a ricostruire le traiettorie dei sei proiettili che, fortunatamente, non sono giunti a destinazione.

Successivamente gli investigatori hanno iniziato ad analizzare la vita e le abitudini dei destinatari dell’atto, uno di loro arrestato nell’immediatezza dei fatti per detenzione di sostanza stupefacente (leggi qui)

Azione pianificata

L’incrocio dei dati derivanti dall’analisi dei tabulati telefonici con i sistemi di videosorveglianza del territorio, la ricostruzione analitica del fatto reato ha permesso, alla fine, di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei due indagati, padre e figlio, che si presume abbiano accuratamente pianificato e premeditato l’azione.

Le auto sospette

Le risultanze ottenute hanno permesso agli investigatori di focalizzare l’attenzione su alcuni particolari di due vetture che erano passate qualche minuto prima davanti al bar dove si è poi consumata la sparatoria.

Alcune ammaccature delle auto, gli abiti indossati dai due uomini alla guida, finanche un particolare tipo di deodorante per auto, caratteristico per forma e colore, tutto finemente contestualizzato ha permesso di individuare i due indagati.

Recuperati gli abiti

Già a metà settembre i Carabinieri avevano raccolto un grave quadro indiziario a carico dei due ma occorrevano ulteriori riscontri, quindi, a seguito di una perquisizione delegata dalla Procura di Tivoli nei confronti dei due, furono rinvenuti già all’epoca gli abiti utilizzati durante i fatti.

L’indagine, condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia di Tivoli, ha quindi consentito alla Procura di Tivoli di richiedere ed ottenere dal Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale, l’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere per i due indagati.

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