Marito geloso bussa a casa del presunto rivale e gli sferra 9 coltellate: ora chiede lo sconto di pena

La vittima salvata da un vicino armato di ombrello. Al marito "tradito" non è rimasto che patteggiare la pena

Era convinto che la moglie avesse una relazione e, accecato dalla gelosia, le aveva piazzato un gps sull’auto per seguirla. Nella mattinata del 6 agosto notata l’auto della consorte sotto casa del presunto amante, al Quarticciolo, allora aveva deciso di portare a termine il suo progetto di vendetta. Ha bussato a casa dell’uomo, un 40enne, e gli ha sferrato nove coltellate.

La vittima salvata da un vicino armato di ombrello. Al marito “tradito” non è rimasto che patteggiare la pena

Ora il marito geloso, un incensurato di 35 anni allora arrestato a stretto giro, ha deciso di patteggiare una pena a 4 anni e mezzo di carcere. L’accusa, tentato omicidio.

Per il pm titolare del fascicolo, Carlo Villani, infatti, solo per caso l’omicidio non si è concretizzato. Se non fosse intervenuto il vicino di casa probabilmente il marito geloso lo avrebbe ucciso per davvero il rivale (leggi qui).

Il presunto amante, infatti, era finito in ospedale in coma farmacologico, mentre l’aggressore veniva bloccato dal vicino armato di ombrello.

Nell’appartamento in cui la coppia si incontrava il marito geloso era arrivato proprio spiando il gps. Una moglie in realtà terrorizzata che già da tempo viveva il rapporto coniugale da separati in casa.

Ma mentre lui sperava di ricucire il rapporto, dopo scenate di ogni genere, lei contava di poter vivere in futuro accanto all’uomo di cui si era invaghita e che in realtà pare nemmeno la contraccambiasse.

Il trentacinquenne, dopo l’accoltellamento, era fuggito, lasciando la vittima in un lago di sangue. Per finire, però, qualche ora dopo in manette per tentato omicidio e di porto abusivo di armi.

Rintracciato poco dopo l’agguato in via Locorotondo aveva ancora il coltello in tasca e la maglietta sporca di sangue, anche del suo sangue visto che nella foga dei colpi si era ferito da solo con la stessa lama.

Non avendo carte per negare l’aggressione l’arrestato ha ora proposto ora il patteggiamento della pena a 4 anni e mezzo di carcere. Sarà il gip ora a valutarne l’eventuale congruità anche in base alle ferite riportate dalla vittima. Considerato il pentimento la procura ha dato l’assenso.

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