Civitavecchia, dichiarano un carico di pane ma sono quasi 500 kg di hashish: li fiuta “Bacca” cane della GdF

Civitavecchia. quasi cinque quintali di hashish di alta qualità stavano per entrare nelle piazze di spaccio romane: avrebbero fruttato 4,5 milioni di euro

Foto GdF - Archivio

Civitavecchia: i documenti dichiaravano un insolito carico di pane, ma il trasporto dell’autoarticolato non convince il fiuto di “Bacca” il cane delle Fiamme Gialle del Gruppo di Civitavecchia scopre un maxi carico di hashish. I dettagli

Civitavecchia. quasi cinque quintali di hashish di alta qualità stavano per entrare nelle piazze di spaccio romane: avrebbero fruttato 4,5 milioni di euro

In arrivo da Barcellona, sbarca nel Porto di Civitavecchia presentando i documenti di trasporto sul quale viene riportato “carico di pane”. Quei quasi cinque quintali di prodotto però, non hanno affatto convinto i finanziari supportati nelle operazioni di controllo dal cane antidroga “Bacca”, già nota per il fiuto eccezionale grazie al quale sono già venuti alla luce diversi traffici di stupefacenti.

Civitavecchia, dichiarano un carico di pane ma sono quasi 500 kg di hashish: li fiuta "Bacca" cane della GdF 1

Anche stavolta, è stata Bacca a capire subito di cosa si trattava. La merce arrivata dalla Spagna e occultata nell’autoarticolato, altro non era che un maxi carico di 467 chilogrammi di hashish. La droga, era nascosta nei “porta bancali” laterali del mezzo, suddivisa in panetti coperti da cellophane intriso di benzina, allo scopo di eludere i controlli.

Al termine dell’operazione, che rientra nel più ampio dispositivo di contrasto ai traffici illeciti messo in campo dalla Guardia di Finanza di Roma negli scali portuali e aeroportuali di accesso alla Capitale, i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, hanno quindi tratto in arresto il corriere. L’autista è uno spagnolo di 56 anni, dovrà rispondere dell’ipotesi di reato di traffico internazionale di stupefacenti.

Il carico di hashish è stato sequestrato. E’ ritenuto di ottima qualità e probabilmente destinato alle piazze di spaccio romane, con il quale il giro la criminalità avrebbe incassato oltre 4,5 milioni di euro.

L’indagato è da considerarsi presunto innocente allo stato delle attuali acquisizioni probatorie e, in attesa di giudizio definitivo.

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