Pallanuoto, poliziotto-tifoso colpisce con sfollagente il papà di un avversario

Durante la partita di pallanuoto uno dei due papà tifosi, un agente di polizia, ha colpito con uno sfollagente un genitore rivale

Genitori-tifosi vengono alle mani sugli spalti, mentre i figli nuotano in vasca durante una partita di pallanuoto categoria under 16: il dopo incontro si chiude con un ferito e un denunciato.

Durante la partita di pallanuoto uno dei due papà tifosi, un agente di polizia, ha colpito con uno sfollagente un genitore rivale

E’ accaduto nel pomeriggio di sabato 30 aprile nel centro sportivo Castelli Romani di Ariccia. A litigare due papà: uno è finito in ospedale mentre l’altro, di professione agente di polizia presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Roma, si è ritrovato denunciato con l’accusa di lesioni e uso di arma impropria. Con uno sfollagente aveva sferrato un colpo in testa al tifoso rivale.

Quale fosse il motivo della lite, anche se sicuramente da ricondurre a questioni di tifoseria, non è chiaro. Fatto sta che durante la partita di pallanuoto tra i due genitori si è scatenata una accesa lite.

Ad avere la peggio, alla fine, è stato un 51enne di Albano, dipendente di una ditta di trasporti e padre di uno degli atleti della squadra ospitante in gara appunto con una squadra di Roma sostenuta dall’agente di polizia.

Parole pesanti spintoni, all’inizio, durante la sfida tra Vallericcia Castelli Romani e SIS Roma. Poi uno dei due contendenti, l’agente di polizia ovviamente fuori servizio, ha afferrato un bastone, identificato come uno sfollagente, ed ha colpito l’avversario. Sembra che ad assistere alla scena ci fosse anche il figlio più piccolo di sei anni.

Una partita finita malissimo: sul posto, nell’impianto di via di Vallericcia, sono stati chiamati i carabinieri, mentre un’ambulanza del 118 soccorreva il tifoso ferito medicato all’ospedale dei Castelli e poi dimesso con una prognosi di pochi giorni.

Il giudice sportivo

Il giudice sportivo ha comminato un’ammenda di 100 euro a entrambe le squadreper il comportamento tenuto dalle rispettive tifoserie che innescavano sugli spalti una colluttazione poi successivamente sedata che costringeva però l’arbitro a interrompere l’incontro per poi portarlo a termine solo dopo aver ottenuto l’uscita del pubblico presente dall’impianto”.

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