Morte di Leonardo Lamma, il padre: “Aiutateci a trovare testimoni”

L'appello del padre di Leonardo Lamma: "Aiutateci a trovare testimoni, ne abbiamo bisogno". Il magistrato, intanto, oggi ha nominato un perito per ricostruire l'incidente

C’è un padre che chiede aiuto, che vuole sapere la verità su quei pochi secondi che hanno portato alla morte il figlio, a una famiglia distrutta. E’ il padre di Leonardo Lamma, il 19enne di Labaro morto nel pomeriggio di giovedì 7 aprile su Corso Francia dopo aver perso il contro della sua moto enduro.

L’appello del padre di Leonardo Lamma: “Aiutateci a trovare testimoni, ne abbiamo bisogno”. Il magistrato, intanto, oggi ha nominato un perito per ricostruire l’incidente

Ragazzi ho bisogno che si crei qualche blog, qualche comunicazione su facebook e su instagram che rintracci qualche testimone che ha visto qualcosa per l’incidente di giovedì“, lancia l’appello con un vocale, “Non è possibile che nessuno abbia assistito di prima persona a quello che è successo. Noi vorremmo trovare qualcuno che ha visto come è nato. Per favore aiutateci perché ne abbiamo proprio bisogno”.

L’inchiesta

Nel mirino delle indagini ci sono anche le buche (leggi qui), oltre alla velocità e l’andamento della moto. Oggi il pm Attilio Pisani, titolare dell’inchiesta, ha nominato un perito, esperto in infortunistica stradale e di cinematica, Mario Moroni, affinché ricostruisca la dinamica e le cause dell’incidente.

La famiglia Lamma nel frattempo assistita dagli avvocati Massimiliano Capuzi e Antonio De Fazi ha nominato un proprio esperto, l’ingegnere analista ricostruttore Francesco Di Gennaro, che ha già effettuato più sopralluoghi lungo Corso Francia. 

La famiglia però per le “proprie” indagini intende raccogliere le testimonianze di chi possa aiutare a ricostruire, come quando e perché, Leonardo ha perso il controllo della moto.

Intanto gli agenti della Polizia Locale Roma Capitale hanno inviato i primi atti in procura e si apprestano a convocare gli automobilisti che subito dopo l’incidente hanno chiamato il Nue, il numero unico per le emergenze, ossia il 112, per sollecitare i soccorsi. Altri testimoni sono già stati ascoltati.

Al centro dell’inchiesta ci sarebbero in particolare i lavori svolti da Acea a Corso Francia all’alba dell’8 aprile all’indomani dell’incidente costato la vita al diciannovenne di Labaro.

Degli operai infatti sarebbero intervenuti su un avvallamento probabilmente causato dall’assestamento di una buca ricoperta nei giorni precedenti, il 28 marzo. Una buca che sarebbe stata causata da un guasto idrico e riparata quindi in due fasi: prima dell’incidente e poi il giorno dopo la morte del giovane motociclista.

Le telecamere

È ancora in corso, invece, l’analisi sulle immagini di due impianti di videosorveglianza presenti a Corso Francia che potrebbero aver ripreso l’incidente costato al diciannovenne.

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