Zanna spezzata alla statua dell’elefantino del Bernini: condannato l’autore del gesto vandalico

Zanna spezzata alla statua dell’Elefantino del Bernini, comparso davanti al Gup del Tribunale di Roma l'imputato per il reato di danneggiamento

Per la zanna spezzata alla statua dell’Elefantino del Bernini a piazza della Minerva nel cuore del centro storico è stato condannato l’autore del gesto vandalico che è stato individuato e denunciato dalla polizia locale di Roma Capitale.

Zanna spezzata alla statua dell’Elefantino del Bernini, comparso davanti al Gup del Tribunale di Roma l’imputato per il reato di danneggiamento

Le indagini erano scattate dopo che, all’alba del 15 febbraio scorso, l’imputato si era arrampicato sul monumento causando il distacco di parte della zanna sinistra del manufatto realizzato dallo scultore e architetto Gian Lorenzo Bernini.

Le indagini

Il responsabile è stato individuato dagli agenti del I Gruppo Centro a conclusione di una serie di indagini basate anche sull’analisi delle riprese effettuate dalle telecamere di sorveglianza presenti in zona.

Dalla ricostruzione cronologica dell’evento in poi l’attività investigativa si era, infatti, concentrata sull’esame approfondito di ognuno dei frame ritenuti rilevanti e posto a confronto con gli altri per ricavarne da diverse angolazioni tutti gli elementi utili a risalire all’identità del responsabile che si era arrampicato sull’obelisco in presenza di altre quattro persone.

Sotto l’egida e il coordinamento della Procura della Repubblica, dipartimento Criminalità diffusa e grave gli inquirenti hanno poi proceduto alla ricerca e all’ascolto delle testimonianze che, incrociate con gli altri elementi di prova, hanno permesso di denunciare un giovane di 25 anni per il reato di deturpamento di un bene pubblico.

Nell’immediatezza dei fatti associazioni ed enti attivi nella tutela del patrimonio storico della Capitale avevano sollevato una dura protesta contro la mancanza di protezione dei monumenti presenti sulle piazze di Roma da aggressioni suscettibili di metterne a rischio l’integrità puntando il dito contro l’unico interesse volto a sfruttarne il valore dal punto di vista turistico.

La sentenza

Nella giornata di ieri, giovedì 29 ottobre, l’indagato è stato condannato dal Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale della Capitale a 10 mesi e 20 giorni di reclusione con pena subordinata alla prestazione di attività in favore della collettività per un periodo di equivalente a quello della condanna.

E’ opportuno ricordare che qualsiasi persona denunciata, fermata, arrestata, indagata o imputata in ogni stato e grado del procedimento penale deve essere considerata innocente sino alla pronuncia di una sentenza di condanna definitiva nei suoi confronti.

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