Con la conclusione dell’Ottobre Rosa 2026, mese simbolo della prevenzione del tumore al seno promosso dalla Regione Lazio e in tutta Italia, giunge dalla Capitale, una straordinaria storia di sanità pubblica, capace di donare speranza e dimostrare che la cura e la vita non conoscono confini anagrafici.
La storia della signora Elena operata dopo una diagnosi di tumore a seno: dopo soli due giorni era già a casa nell’affetto e le cure della sua famiglia
La storia della signora Elena, ultracentenaria dalla vitalità invidiabile, rappresenta un manifesto di speranza per la medicina moderna. All’inizio dell’estate, a seguito di un controllo, alla donna è stato diagnosticato un tumore al seno che richiedeva un intervento chirurgico indilazionabile di mastectomia.
Di fronte a una paziente di 101 anni, le sfide cliniche si presentavano complesse, ma l’eccellenza e la sensibilità dell’Unità Operativa Complessa e della Breast Unit dell’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola di Roma (Ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli), hanno saputo tracciare un percorso terapeutico su misura.
L’operazione è stata guidata con maestria dalla prof.ssa Daniela Terribile, chirurgo senologo e oncologo, affiancata da un’equipe d’eccellenza composta dalla dott.ssa Marzia Lo Russo, Dirigente Medico dell’UOC di Chirurgia Senologica all’interno del Centro di Eccellenza Donna e Bambino Nascente, e dalla dott.ssa Maria Caputo.
La svolta fondamentale per garantire la massima sicurezza alla signora Elena è arrivata dall’approccio anestesiologico: l’anestesista dott. Giorgio Ranieri ha applicato avanzate procedure di anestesia loco-regionale, evitando così i rischi e i disagi legati all’anestesia generale.
La signora Elena, 101 anni: un recupero record e la partenza per le vacanze
Grazie a questo connubio di tecnologia, competenza multidisciplinare e umanità – come ci spiega la paziente -, l’intervento chirurgico si è svolto con un successo straordinario e privo di complicazioni. Il decorso postoperatorio della signora Elena è stato impeccabile: dopo soli due giorni di ricovero previsti dal protocollo, la donna è stata dimessa in perfette condizioni di salute fisica e mentale.
Dimostrando una tempra fuori dal comune, dopo la dimissione dall’ospedale romano la signora Elena è anche potuta partire senza indugi per le sue amate e lunghe vacanze estive in Umbria, tornando alla propria quotidianità con la serenità e il sorriso di sempre.
A distanza di mesi dall’intervento di giugno, le sue condizioni si mantengono eccellenti, a testimonianza di come un approccio medico privo di barriere o preconcetti, possa restituire pienamente la gioia di vivere.
Il sorriso e le parole della signora Elena subito dopo l’intervento
Risalita nella sua stanza d’ospedale subito dopo la mastectomia, la signora Elena ha mostrato fin dai primi istanti una forza e una serenità contagiose. Quando le è stato chiesto di ricordare la sua età, ha risposto con lucidità e un pizzico di orgoglio: «Ho 101 anni e un mese».
A chi le domandava come si sentisse e se fosse felice dell’esito, l’ultracentenaria ha risposto senza esitazioni: «Sto benissimo, sono soddisfattissima» e la conferma più bella del suo immediato recupero è arrivata quando si è parlato di poter mangiare qualcosa: «Magari… Anzi, ho fame!» ha confessato sorridendo.
Prima di congedarsi dai medici e dal personale sanitario che l’hanno assistita con cura, ha voluto rivolgere loro un affettuoso pensiero: «Grazie infinite e che Dio vi benedica»
La lezione dell’Ottobre Rosa e il messaggio di speranza per tutte le donne
La vicenda della signora Elena diviene così il simbolo più alto e toccante del bilancio di un anno di prevenzione del tumore al seno nel Lazio, culminato nell’Ottobre Rosa 2026.
Se da un lato le campagne di screening gratuito della Regione Lazio e della rete sanitaria nazionale mirano a intercettare precocemente le patologie nelle fasce d’età più giovani e a rischio, la storia della signora Elena che ha voluto mostrare il suo esempio e mostrarsi anche in video (in copertina), ricorda che la tutela della salute e l’accesso alle cure rappresentano un diritto universale ad ogni stagione dell’esistenza.
«Per la prevenzione non c’è età e c’è sempre la possibilità della giusta soluzione terapeutica, l’importante è evitare i pregiudizi e fare i giusti controlli» – sottolinea la prof.ssa Daniela Terribile.
Il video e la foto di copertina sono state pubblicate per gentile concessione della paziente.

















