“Lo stadio dell’Ostiamare ha permessi che scadono a dicembre”: a rischio il resto della stagione

I permessi per le tribune temporanee dello stadio "Giannattasio" di Ostia, casa dell'Ostiamare, potrebbero scadere mesi prima della fine del campionato di serie C

Un dettaglio delle nuove tribune installate allo stadio Pasquale Giannattasio di Ostia, casa dell'Ostiamare per il campionato di serie C 2026/2027. Canaledieci.it.

Il conto alla rovescia è già iniziato e il calendario del campionato non aspetta. Per lo stadio dell’Ostiamare, il nodo delle autorizzazioni potrebbe diventare decisivo proprio mentre la stagione di Serie C è ancora in corso. Secondo l’analisi documentale pubblicata da LabUr il 26 ottobre 2026, i permessi che consentono l’installazione delle tribune temporanee del Pasquale Giannattasio avrebbero una durata di 120 giorni, con una scadenza prevista a fine dicembre.

I permessi per le tribune temporanee dello stadio “Giannattasio” di Ostia, casa dell’Ostiamare, potrebbero scadere mesi prima della fine del campionato di serie C

Il problema è concreto: il titolo autorizzativo potrebbe esaurire i propri effetti mesi prima della conclusione del campionato, attesa in primavera. Se non intervenissero ulteriori provvedimenti, la disponibilità delle tribune potrebbe diventare una questione da affrontare prima della fine della stagione. A questo si aggiunge un secondo interrogativo: la compatibilità delle strutture con i requisiti infrastrutturali richiesti dalla FIGC per la Serie C.

Non è accertato che lo stadio debba chiudere o che l’Ostiamare sia costretta a trasferirsi. Ma la scadenza indicata e i dubbi tecnici sollevati rendono necessario capire quali autorizzazioni siano effettivamente in vigore, fino a quando consentano l’utilizzo delle tribune e se le strutture rispondano ai criteri federali.

Tribuna temporanea e permessi in scadenza: cosa dicono gli atti

Il punto di partenza è la documentazione amministrativa relativa alle strutture installate al Giannattasio. Nella ricostruzione di LabUr, il provvedimento richiamato è la determinazione QA/514 del 17 agosto 2026, collegata all’installazione delle tribune temporanee.

L’analisi richiama il DPR 31/2017, in particolare l’allegato A, punto A.16, che individua specifici interventi temporanei esentati dall’autorizzazione paesaggistica quando ricorrono le condizioni previste dalla norma. Tra queste rientra, nei casi contemplati, il limite temporale dei 120 giorni.

È proprio la durata a rappresentare il primo elemento critico. Se il periodo autorizzato fosse iniziato tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, la sua conclusione cadrebbe tra la fine di dicembre 2026 e l’inizio del 2027. Il campionato, invece, prosegue fino alla primavera.

La data effettiva di decorrenza e l’esatta portata del titolo devono essere lette alla luce degli atti completi: non basta, infatti, conoscere la durata massima prevista per una determinata categoria di interventi per stabilire automaticamente quando scada una specifica autorizzazione o quali conseguenze ne derivino.

Resta però il nodo centrale: se i permessi attualmente utilizzati per le tribune hanno una durata limitata, quale titolo ne consentirà l’impiego per il resto della stagione? È questo il primo chiarimento necessario per valutare il rischio concreto per le partite casalinghe dell’Ostiamare.

La questione non riguarda soltanto la durata delle autorizzazioni. LabUr segnala anche una possibile incompatibilità tra le caratteristiche delle tribune installate al Giannattasio e i criteri infrastrutturali previsti dalla FIGC per il campionato di Serie C stagione agonistica 2026/2027.

Secondo la ricostruzione del laboratorio, la documentazione tecnica descriverebbe le strutture come tribune metalliche prefabbricate, temporanee e prive di fondazioni, appoggiate al terreno.

Una configurazione che, secondo LabUr, merita di essere confrontata con quanto previsto dall’articolo 19 dei criteri infrastrutturali federali.

Il punto sollevato riguarda i requisiti richiesti alle tribune metalliche tubolari, che, nella lettura proposta da LabUr, dovrebbero essere strutture durevoli e fissate a fondazioni adeguate, anziché semplici installazioni temporanee.

Per stabilire se esista effettivamente un contrasto, occorre tuttavia verificare il testo integrale dei criteri FIGC applicabili, le caratteristiche reali delle opere e gli eventuali atti di approvazione o deroga. La sola descrizione di una struttura come temporanea, infatti, non è sufficiente a dimostrare automaticamente la sua inidoneità.

La distinzione è importante: una scadenza amministrativa e un’eventuale non conformità ai requisiti federali sono due questioni diverse. La prima riguarda la possibilità di continuare a utilizzare le strutture sulla base dei titoli disponibili; la seconda riguarda la loro rispondenza alle regole tecniche richieste per disputare il campionato. Entrambe, se confermate, richiederebbero una soluzione, ma non necessariamente la stessa.

Il Giannattasio, la concessione e le partite dell’Ostiamare

Per comprendere la portata del problema bisogna considerare anche l’assetto di utilizzo dell’impianto. Il Giannattasio risulta in concessione alla Nea Ostia Rugby, mentre all’Ostiamare sarebbe stato messo a disposizione per un massimo di 20 partite casalinghe all’anno.

Il calendario della stagione regolare di Serie C prevede per l’Ostiamare 19 gare interne. A queste potrebbero aggiungersi eventuali incontri legati ai playoff o ai playout, a seconda dei risultati sportivi e della formula della competizione.

Il numero delle partite rende evidente perché una scadenza a dicembre non sia un dettaglio secondario. Se le tribune non potessero essere utilizzate oltre il termine autorizzato e non fosse disponibile una soluzione alternativa conforme, la società dovrebbe affrontare il problema della gestione delle gare successive.

Le possibili conseguenze dipenderebbero però dagli atti effettivamente in vigore e dagli eventuali provvedimenti adottati. Tra le ipotesi da chiarire rientrano la possibilità di prorogare o rinnovare le autorizzazioni, di regolarizzare le strutture attraverso un diverso percorso amministrativo oppure di individuare una soluzione tecnica alternativa.

Non è possibile affermare, sulla base delle sole criticità segnalate, che una di queste ipotesi sia già stata esclusa o che il trasferimento delle partite sia inevitabile.

È proprio qui che servono risposte precise da parte degli enti competenti e dei soggetti coinvolti: la scadenza dei titoli, l’eventuale conformità federale e la disponibilità dell’impianto devono essere valutate insieme, ma sulla base di documenti distinti e verificabili.

Il precedente della Folgore Caratese: un confronto da maneggiare con cautela

Nella propria analisi LabUr richiama anche il caso della Folgore Caratese, relativo a una tribuna modulare in acciaio che, secondo la ricostruzione del laboratorio, non sarebbe stata utilizzata dopo contestazioni sull’iter autorizzativo. La squadra avrebbe quindi disputato le gare con una capienza ridotta.

Il precedente è utile per comprendere come le questioni amministrative legate alle tribune possano avere ricadute pratiche sull’organizzazione delle partite. Non dimostra, tuttavia, che la situazione dell’Ostiamare sia identica o che debba necessariamente concludersi nello stesso modo.

Per effettuare un confronto corretto bisognerebbe verificare le caratteristiche delle strutture, i titoli autorizzativi, le contestazioni sollevate e i provvedimenti adottati nei due casi. Senza questi elementi, il caso della Folgore Caratese resta un termine di paragone, non una previsione di ciò che accadrà al Giannattasio.

LabUr è un laboratorio indipendente di ricerca urbana che da anni analizza le trasformazioni del territorio, l’urbanistica, i procedimenti amministrativi e le politiche pubbliche attraverso l’esame della documentazione. La sua ricostruzione sullo stadio dell’Ostiamare si inserisce in questo lavoro di verifica degli atti e dei rapporti tra autorizzazioni, opere e regole applicabili.

Il contributo del laboratorio consiste nell’aver messo in relazione la durata dei titoli relativi alle tribune, le caratteristiche tecniche delle strutture e i requisiti federali per la Serie C, evidenziando possibili criticità che meritano un chiarimento ufficiale.

Stadio dell’Ostiamare, cosa può succedere dopo dicembre

Il quadro che emerge dall’analisi di LabUr pone dunque due domande precise: le tribune del Giannattasio potranno essere utilizzate oltre la scadenza indicata? E le strutture risultano conformi ai requisiti richiesti per la Serie C?

Le risposte determineranno la reale portata del problema. Se i titoli autorizzativi non coprissero il periodo necessario, occorrerebbe capire quali ulteriori provvedimenti siano possibili.

Se emergessero invece criticità rispetto ai criteri federali, sarebbe necessario chiarire quali interventi o soluzioni possano garantire il rispetto delle regole.

Al momento, non ci sono elementi sufficienti per affermare che l’Ostiamare dovrà lasciare il Giannattasio o che la stagione sia destinata a subire un’interruzione. Esiste però una questione documentale che, proprio per la vicinanza della scadenza indicata, non può essere rinviata senza chiarimenti.

La vicenda dei permessi dello stadio dell’Ostiamare si gioca quindi su tempi, documenti e requisiti tecnici. La domanda decisiva è quale percorso autorizzativo consentirà al Giannattasio di ospitare le partite anche dopo la scadenza dei 120 giorni, garantendo al tempo stesso il rispetto delle norme applicabili.

Per il club e per i tifosi, la posta in gioco non è soltanto la disponibilità delle tribune: è la possibilità di programmare il prosieguo del campionato senza incertezze sull’impianto in cui disputare le gare interne.

La scadenza di dicembre è un punto da chiarire, non ancora una condanna. Ma proprio per questo servono risposte ufficiali prima che il calendario trasformi un dubbio amministrativo in un problema sportivo concreto.

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