Usavano lo smartphone come un vero e proprio “navigatore” dello spaccio, spostandosi rapidamente da un capo all’altro della Capitale per aggirare i controlli e consegnare la merce direttamente dal finestrino dell’auto. È il quadro emerso dall’articolata attività antidroga condotta dai “Falchi” della VI Sezione della Squadra Mobile di Roma, che ha portato all’arresto di sette persone e alla segnalazione di due consumatori alla Prefettura.
L’operazione dei Falchi della Squadra Mobile svela i nuovi metodi della droga nella Capitale: consegne di cocaina al finestrino guidate dal GPS, dosi nascoste negli alberi e piazze di spaccio nei parchi
Complessivamente, l’operazione ha consentito di sequestrare 165 dosi di stupefacenti e oltre 3.000 euro in contanti, provento dell’attività illecita.
Dalle consegne in auto alla cocaina nel cuscino
Il primo blitz è scattato tra Centocelle e Talenti. Gli investigatori hanno notato un’auto i cui occupanti – un uomo e una donna – si muovevano con fare sospetto, mentre il conducente consultava ripetutamente lo schermo del telefono.
Dopo un lungo tragitto attraverso diversi quartieri, i poliziotti hanno assistito in diretta allo scambio: un acquirente a bordo strada si è avvicinato per prelevare la droga direttamente dall’abitacolo. La perquisizione immediata ha permesso di recuperare innumerevoli dosi di cocaina e oltre 2.200 euro in contanti, facendo scattare le manette per la coppia.
Un copione simile è stato replicato pochi giorni dopo in zona Prati. A finire nella rete dei controlli è stata un’auto a noleggio, partita dal quadrante est e guidata da una donna che utilizzava un’applicazione di messaggistica istantanea per concordare gli appuntamenti con i clienti. Tra perquisizione personale e domiciliare, gli agenti hanno sequestrato 18 dosi di cocaina.
Nel quartiere Vescovio, invece, l’attenzione si è concentrata su un pusher “di quartiere” intercettato mentre attendeva i clienti al telefono: all’interno della sua tracolla custodiva circa 140 grammi di shaboo e 300 euro in contanti.
Gli espedienti nel quadrante est
Le sorprese più singolari sono arrivate dal quadrante est della città, dove la fantasia criminale ha sperimentato metodi di occultamento originali. In via dell’Archeologia, i pusher avevano scelto un vero e proprio deposito “naturale”: la cocaina era nascosta all’interno di un cuscino abbandonato ai piedi di un albero.
Da lì il corriere prelevava la dose al momento del bisogno, protetto da un complice che faceva da “palo” per indirizzare gli acquirenti.
Infine, in un’area verde della periferia, una quarantacinquenne bulgara gestiva una piazza di spaccio “lampo” seduta su una panchina, protetta da vedette incaricate di sorvegliare gli accessi. Nonostante il tentativo di disfarsi della droga gettandola a terra e di nascondere il denaro negli indumenti intimi, la donna è stata bloccata e arrestata.


















