Maxi-sequestro agli eredi del broker Bochicchio: via immobili a Londra e Miami e opere d’arte per 9 milioni

La Finanza blocca il tesoro da 9 milioni dell'ex broker Bochicchio, morto in moto nel 2022: sigilli a società e case all'estero. Raggiunti anche i dipinti di Warhol e Schifano

Massimo Bochicchio

Un patrimonio da oltre nove milioni di euro, fatto di immobili di lusso all’estero, opere d’arte, gioielli e partecipazioni societarie. È quanto finito sotto sequestro da parte della Guardia di Finanza di Roma a carico degli eredi di Massimo Bochicchio, il broker morto nel giugno del 2022 in un drammatico incidente stradale lungo la via Salaria.

La Finanza blocca il tesoro da 9 milioni dell’ex broker Bochicchio, morto in moto nel 2022: sigilli a società e case all’estero. Raggiunti anche i dipinti di Warhol e Schifano

Il provvedimento è scattato al termine di un’articolata indagine economico-patrimoniale condotta dagli specialisti del Gico (Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria) di Roma.

I sigilli hanno raggiunto due lussuosi appartamenti situati a Miami e a Londra, oltre alle quote sociali e al patrimonio di otto società tra Italia e Paesi esteri. Ma nel tesoro sottratto alla disponibilità degli eredi figurano anche sculture, orologi di pregio, gioielli e dipinti attribuiti a maestri dell’arte moderna e contemporanea come Andy Warhol, Mario Schifano e Giacomo Balla.

Lo schema Ponzi e le vittime illustri

Prima della sua prematura scomparsa, Bochicchio era stato travolto da un’inchiesta giudiziaria che lo vedeva accusato di aver orchestrato un sofisticato e lucroso “schema Ponzi”.

Attraverso la promessa di investimenti ad alto rendimento, il broker sarebbe riuscito ad accumulare decine di milioni di euro, truffando decine di investitori.

Tra le vittime del raggiro figuravano personaggi di primo piano del mondo dello spettacolo e dello sport italiano, tra cui l’attuale allenatore del Napoli Antonio Conte e l’attaccante della Roma Stephan El Shaarawy.

L’incidente e le indagini

Bochicchio era finito a processo a Roma per rispondere dei reati contestati, ma la vicenda giudiziaria penale si era interrotta bruscamente prima che i giudici potessero pronunciare una sentenza definitiva.

Il 19 giugno 2022, mentre si trovava a bordo della sua moto lungo la via Salaria, il broker si era schiantato contro un muro di cinta, perdendo la vita sul colpo.

Inizialmente, la dinamica dell’impatto e alcune testimonianze avevano fatto ipotizzare un gesto volontario.

Tuttavia, gli accertamenti e le perizie successive disposte dalla Procura hanno ricostruito una diversa realtà: a causare la perdita di controllo del mezzo e il fatal impatto sarebbe stato un malore improvviso.

Nonostante la morte del principale imputato abbia estinto il reato sul piano penale, l’azione dello Stato sulla ricostruzione e sul recupero dei proventi illeciti non si è fermata, portando oggi al sequestro del maxi-tesoro rintracciato tra l’Italia e l’estero