Un’ombra inquietante sulla salute dei cittadini e un quadro igienico da brividi, quello che hanno scoperto gli agenti della Polizia di Stato alle porte di Roma in tre negozi di alimentari. L’irruzione e i certosini controlli hanno portato alla luce oltre 200 kg di cibo avariato, scaduto o del tutto privo di tracciabilità . Prodotti pericolosi pronti a finire impunemente sulle tavole di centinaia di famiglie.
Un quadro sconcertante negli esercizi alimentari dove la merce era esposta alla vendita tra gravi carenze igieniche
I contorni dell’operazione delineano una realtà a dir poco allarmante, che si consumava nel silenzio di tre frequentati piccoli negozi di alimentari del centro cittadino, dove gli agenti di polizia, durante i loro accessi ispettivi, si sono trovati di fronte a un ammasso di merce completamente fuori da ogni margine di sicurezza.
Oltre 200 kg di prodotti alimentari esposti sugli scaffali e nei retrobottega privi di qualunque tipo di etichettatura o documento d’origine. Cibo fantasma, di cui risultava impossibile ricostruire la provenienza, gli ingredienti o i processi di conservazione subiti, ma scandalosamente ancora proposti in vendita e potenzialmente capaci di metterne a rischio la salute pubblica.
Sporcizia e lavoro nero dietro il bancone
Il sequestro della merce scaduta e non tracciata ha scoperchiato un vaso di Pandora fatto di incuria ed erogazione di servizi al limite della decenza. I locali destinati alla stoccaggio delle merci e alla vendita presentavano gravi carenze igienico-sanitarie, con ambienti lontani dai parametri minimi previsti dalle norme sulla salute pubblica.
Come se non bastasse la minaccia per lo stomaco degli acquirenti, le forze dell’ordine hanno posato gli occhi anche sulla gestione del personale. Dietro i banchi di questi tre esercizi commerciali sono emerse pesanti irregolarità nei contratti di lavoro della forza lavoro impiegata, facendo scattare immediati approfondimenti per far luce su un probabile scenario di sfruttamento o lavoro irregolare.
La rete dei controlli tra slot machine e telefonia
L’imponente azione di contrasto all’illegalità condotta a Monterotondo non si è fermata all’interno dei tre negozi di generi alimentari. La task force si è estesa a macchia d’olio in altri punti nevralgici del commercio locale.
Gli ispettori hanno fatto visita a una sala slot della città , pizzicata a funzionare in totale spregio degli orari fissati dalle ordinanze e sorda persino alle regole basilari sul divieto di fumo al chiuso. Parallelamente, gli uomini della Guardia di Finanza hanno chiuso il cerchio attorno a un punto vendita di telefonia, denunciando il titolare a piede libero con l’accusa pesante di ricettazione e commercializzazione di merce contraffatta.
Una stangata da oltre 23mila euro
L’esito complessivo delle verifiche rappresenta un segnale chiarissimo contro chi scommette sulla pelle dei consumatori per fare profitto. Il bilancio finale parla di ben tredici sanzioni amministrative staccate per un valore che supera i 23mila euro.
L’intervento ha consentito di neutralizzare una potenziale bomba ad orologeria per la salute pubblica, impedendo che oltre duecento chili di cibo avariato e velenoso finissero per condire i pranzi e le cene di ignari cittadini.


















