La Basilica Papale di Santa Maria Maggiore si appresta a vivere un evento liturgico e storico di eccezionale portata. A partire dal 15 ottobre, i pellegrini e i devoti avranno la straordinaria opportunità di contemplare da una posizione ravvicinata le reliquie della Sacra Culla, custodi millenarie del mistero della Natività.
Quando e per quanto tempo sarà possibile ammirare da vicino la Sacra Culla con le reliquie della mangiatoia di Betlemme
Ci sono momenti in cui il patrimonio della fede e della storia dell’arte si manifesta al pubblico con un’intensità del tutto straordinaria. L’annuncio della Basilica Liberiana sull’esposizione della Sacra Culla a partire dal prossimo 15 ottobre 2026 rappresenta proprio una di queste occasioni imperdibili e cariche di fascino. Per alcune settimane, infatti, le preziose reliquie abbandoneranno la loro collocazione tradizionale all’interno della solenne Confessio posizionata di fronte all’Altare Papale.
Questa sistemazione temporanea permetterà a cittadini, turisti e pellegrini provenienti da ogni parte del mondo di accostarsi al sacro reperto con una prossimità fisica e spirituale mai sperimentata prima.
Il pubblico potrà così guardare da vicinissimo i cinque sottili elementi di legno di sicomoro che la tradizione cristiana identifica con la culla e la mangiatoia nelle quali Maria adagiò il Bambino Gesù subito dopo la nascita a Betlemme. Una devozione antichissima, legata a doppio filo alla figura di san Girolamo, che ha valso all’edificio romano il celebre titolo storico di Santa Maria ad Praesepe.
I motivi dello spostamento e il restauro della Confessio
Dietro la scelta di offrire ai fedeli questa straordinaria opportunità di visione ravvicinata vi è un importante e scrupoloso cantiere di restauro e conservazione. L’intero apparato monumentale della Confessio, realizzato tra il 1861 e il 1864 dall’architetto Virginio Vespignani per volere di Papa Pio IX con ben settanta varietà di marmi policromi, è stato oggetto di uno studio accurato.
Per garantire la perfetta salvaguardia futura dei preziosi frammenti lignei si è resa necessaria la sostituzione della vecchia struttura interna in legno con una teca di nuova concezione. Il nuovo involucro, progettato secondo le più avanzate tecnologie di stabilità, sicurezza e controllo microclimatico, si integrerà perfettamente con il reliquiario neoclassico in forma di culla ideato nel 1802 da Giuseppe Valadier.
Ad impreziosire ulteriormente la custodia storica sarà realizzato un inedito ed evocativo fondale musivo blu in smalti vitrei e tessere dorate, pensato per simboleggiare il cielo che avvolse la notte di Betlemme.
Il percorso tra fede e arte lungo la navata della basilica
In attesa che la teca e la nicchia rinnovata siano pronte ad accogliere nuovamente le reliquie, il maestoso reliquiario del Valadier sarà collocato su uno degli altari laterali situati lungo la navata destra della basilica, nelle immediate vicinanze della celebre Cappella Sistina.
Questa sistemazione logistica trasformerà la visita dei fedeli in un vero e proprio itinerario spirituale e artistico di rara suggestione. La Sacra Culla si troverà infatti ad essere posizionata in un diretto dialogo visivo con la pala d’altare raffigurante l’Annunciazione, capolavoro settecentesco dipinto da Pompeo Batoni.
Chi varcherà le soglie di Santa Maria Maggiore potrà ammirare nello stesso ambiente la rappresentazione pittorica del momento in cui l’Angelo annuncia a Maria la venuta del Salvatore e, subito di fronte, la prova tangibile e storica della sua nascita.
Le tappe verso le celebrazioni del periodo natalizio
Questo periodo di visibilità eccezionale e ravvicinata accompagnerà i devoti fino alle porte delle festività invernali. Il cammino temporaneo della Sacra Culla culminerà infatti nella tradizionale notte della vigilia, il 24 dicembre, quando il reliquiario verrà trasferito con una solenne cerimonia al centro dell’Altare Papale.
Lì rimarrà esposto per l’intera durata del tempo di Natale, fino al giorno dell’Epifania. Subito dopo le festività, la reliquia farà ritorno all’interno della sua nicchia monumentale nella Confessio, trovando ad attenderla la nuova teca e lo splendore del cielo in mosaico.
L’intervento, guidato dalla Direzione dei Musei e dei Beni Culturali del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e realizzato dai laboratori specializzati veronesi della Progetto Arte Poli, regalerà a Roma un autunno di profonda riscoperta spirituale e culturale.


















