Chiude il bar Camillo a Fregene, dopo 50 anni se ne va un pezzo di storia del litorale

Tra vip, sportivi e bombe calde, il bar Camillo a Fregene è stato per mezzo secolo un luogo di identità del territorio

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Il bar Camillo

Il bar Camillo a Fregene chiude dopo 50 anni. Se ne va un pezzo di storia del litorale romano: il locale di via Castellammare era un punto di riferimento per chi viveva in zona e per chi arrivava da fuori.

Tra vip, sportivi e bombe calde, il bar Camillo a Fregene è stato per mezzo secolo un luogo di identità del territorio

Cinquant’anni di attività. Storico, per i cittadini di Fregene e non solo. In quell’angolo del paese il bar Camillo era una tappa, non un locale qualunque. Protagonista, a suo modo, delle migliori stagioni di Fregene.

Un simbolo di Fregene

Due generazioni di proprietari, una dopo l’altra. Il bar Camillo era diventato uno dei simboli di Fregene, un luogo di identità in cui riconoscersi. Conosciuto anche fuori dal paese per le sue specialità e per l’accoglienza. Per i cittadini della zona, un piccolo fregio d’orgoglio.

Il locale era finito anche nelle cronache cittadine. In un racconto di costume di Enrico Vanzina, pubblicato a metà anni ’90 sul Corriere della Sera, il bar Camillo trovava il suo posto. Descritto come luogo di ritrovo per coloro che pianificano le loro serate.

La sua fama aveva superato i confini del litorale. A ricordare un aneddoto che dà la dimensione di come il bar si fosse trasformato in un simbolo importante è Massimiliano Graux, cittadino di Fregene e membro della Federazione Provinciale di FdI: “Era così famoso che, persino in Australia, a delle persone è capitato di dire ad altri italiani: Io abito a Fregene, dove c’è il bar Camillo“.

Le notti d’oro del litorale

Il periodo al quale corre la memoria è quello in cui vip e sportivi animavano le notti della zona. Una puntata al Gilda mare, poi gli altri locali che d’estate si trasferivano sul litorale. A inizio serata o a notte fonda, un passaggio da Camillo. Quasi d’obbligo. Lo ricorda chi quelle notti le ha vissute. “Negli anni Ottanta e Novanta – racconta Graux – era il punto di riferimento per chi frequentava le discoteche della zona, famoso soprattutto per le bombe calde”.

La movida

Era un via vai continuo. Le auto in doppia fila davanti al locale mettevano alla prova la viabilità della zona. Erano i segni di una Fregene vivace e brillante; di un tratto di litorale che oggi vede sparire una parte importante della sua storia. Chi negli anni ha vissuto e frequentato il bar Camillo ne serba un ricordo speciale e, a giudicare dai messaggi di affetto lasciati sui social, sembra già sentirne la mancanza.

Una perdita per il territorio

Per Graux la chiusura toglie qualcosa a tutta la comunità. “È un pezzo importante della storia di Fregene, un luogo dell’identità del territorio. Ha fatto conoscere Fregene nell’ambito della pasticceria che proponeva. Con la sua chiusura, perdiamo un punto di riferimento e un modo autentico di fare la pasticceria artigianale”.

Il discorso va oltre il singolo locale. “Purtroppo – aggiunge Graux – non è un caso isolato sul territorio: altre attività stanno chiudendo ed è un brutto segnale”.