«Me pari una gallina, zitta, ti sbatto al muro». Sono intercettazioni da incubo quelle che hanno portato i magistrati di piazzale Clodio a sospendere dal servizio una maestra di un asilo nido del quartiere Roma San Giovanni, prossima alla pensione e ritenuta particolarmente violenta su bambini di tre anni. Audio e video che avrebbero confermato abusi su dieci bambini tenuti a bada anche con minacce del tipo: «State giù o vi disintegro».
Dalle prime denunce delle madri alle cimici dei Carabinieri: così gli audio nell’asilo nido comunale hanno incastrato la maestra 62enne sospesa dal servizio
Il materiale audio-visivo, piazzato a giugno dai carabinieri dopo le prime segnalazioni dei genitori, restituisce un quadro sconcertante. Nelle registrazioni si susseguono urla continue, bestemmie e offese dirette a bimbi piccolissimi: «Io bambini così schifosi… schifoso sei», «Zingaro», «Sei una maialina».
Le minacce verbali sfociavano regolarmente in aggressioni fisiche. Quando una bambina gridava giocando, l’educatrice la riportava all’ordine con un fendente sulla bocca: «Allora… non ti voglio sentire».

In un altro passaggio, un piccolo viene afferrato con violenza per il braccio e spinto sotto il tavolo con la sedia. Chi cedeva alla stanchezza durante il pranzo veniva minacciato: «Sei stanco? Resta sveglio, se no ti facciamo la doccia». Un clima di continua sopraffazione che mutava improvvisamente solo all’ingresso delle colleghe nella stanza, momento in cui i bambini riprendevano a giocare liberamente.
63 schiaffi e 64 strattoni: il bilancio dei Carabinieri
Le indagini erano scattate il 18 maggio, quando due madri si erano presentate alla Stazione dei Carabinieri di San Giovanni.
Le figlie, di ritorno da scuola, ripetevano gli insulti a casa, si percuotevano da sole il sederino e mimavano gli schiaffi ricevuti dietro la nuca. Un precedente episodio risalente al settembre 2025 – quando la donna fu segnalata per aver afferrato con forza il polso di un alunno – si era concluso con una semplice lettera di richiamo dalla direzione.
Ma le intercettazioni audio e video disposte dalla Procura hanno poi spazzato via ogni dubbio. Nella richiesta della misura cautelare, il pubblico ministero ha conteggiato con precisione il bilancio delle condotte: 64 strattonamenti, 63 schiaffi, 21 minacce verbali, 10 offese, due bestemmie e due episodi di grave carenza igienica.
La difesa: «Era per educarli». Il Gip: «Volontà di mortificare»
Sottoposta a interrogatorio, la donna ha cercato di ridimensionare le accuse. Pur ammettendo alcuni episodi, li ha giustificati sostenendo che alzare la voce e correggere abitudini sbagliate rispondesse a rigide «finalità educative» per «fornire ai bambini i mezzi necessari per crescere».
Una versione categoricamente respinta dal Gip Paola Della Monica, che nell’ordinanza di sospensione ha sottolineato il carattere sistematico della violenza. Non si tratta di metodi pedagogici, evidenzia il giudice, ma della «volontà di mortificare i bambini e infliggere loro punizioni», instaurando un regime di costante umiliazione e sopraffazione morale su piccoli del tutto incapaci di difendersi.















