Un cinquantenne di buona famiglia, disoccupato e in perenne cerca di stimoli. È questo il profilo del ‘cecchino’ che per giorni ha seminato il terrore in via della Giuliana, nel quartiere Prati a Roma, sparando sui passanti dal balcone del suo appartamento al quarto piano.
Il “cecchino” noto sui social come “vedovoallegro” aveva in casa una carabina e tre pistole. Denunciato a piede libero per lesioni aggravate
Sui social si fa chiamare «vedovoallegro», ma nella vita reale la sua routine era fatta di noia e isolamento, rotta soltanto dall’acquisto di una carabina ad aria compressa in un’armeria a quattrocento metri da casa.
«L’ho fatto per gioco, non volevo fare male a nessuno», ha ammesso l’uomo davanti al pubblico ministero Alessandra D’Amore, dopo essersi presentato in caserma spinto dal suo legale, Giampaolo Balzarelli.
Una costituzione che gli ha evitato di fatto il carcere, essendo caduto il presupposto della pericolosità di fuga.
La confessione: almeno dieci colpi esplosi dalla finestra
La confessione traccia i contorni di una follia quotidiana: almeno dieci colpi esplosi dalla finestra seguendo un bizzarro «codice» personale. Mai anziani, mai bambini, sostenendo di non aver mirato solo a bersagli femminili.
A cadere sotto i suoi piombini sono state però la scrittrice e giornalista Cristina Stillitano, operata per estrarre il proiettile dal braccio, e la commercialista Angela Perrone, colpita al polpaccio tre sere prima.

Tra le pieghe della vicenda emerge anche un’ipotesi di instabilità: a marzo il 50enne si era presentato nel ristorante di fronte chiedendo 20 euro per «comprare le medicine», dettaglio che ora spinge gli inquirenti a valutare una possibile vendetta contro il locale.
Le indagini si sono chiuse a tempo di record
I carabinieri della compagnia Roma San Pietro e gli specialisti del Ris hanno ricostruito la traiettoria dei colpi grazie a scansioni tridimensionali in 3D, individuando con precisione la finestra da cui partivano gli attacchi.
L’incrocio tra i rilievi balistici e le verifiche sui registri d’acquisto delle armerie della zona ha poi stretto definitivamente la morsa attorno all’indagato.
Messo alle strette, il cinquantenne si è presentato in caserma ed è stato denunciato a piede libero per lesioni aggravate, mentre in casa sono state sequestrate la carabina e tre pistole. Un provvedimento che lascia a piede libero l’uomo e che stenta a restituire la calma agli abitanti del quartiere




















