Ostia dedica un giardino a Giovanni Camilli, per migliaia di giovani il ‘papà’ della formazione, dello sport e della cultura

Cerimonia comunale di intitolazione di un giardino di Ostia a quello che per migliaia di studenti e atleti con le sue scuole è stato un papà

Per migliaia di romani Giovanni Camilli è stato un papà: con le sue scuole e al fianco delle società sportive ha contribuito alla crescita, al diploma e alla affermazione sociale di intere generazioni di giovani. E ora Ostia restituisce questo amore intitolandogli un giardino, quello antistante a una delle sue scuole storiche.

Cerimonia comunale di intitolazione di un giardino di Ostia a quello che per migliaia di studenti e atleti con le sue scuole è stato un papà

Si terrà sabato 19 settembre, alle ore 11,00, l’intitolazione a Giovanni Camilli del giardino di via Isole del Capoverde compreso tra via Marenco di Moriondo e via Carlo Bosio. Sotto la direzione del Cerimoniale di Roma Capitale, presente il Presidente del Decimo Municipio Mario Falconi e diverse altre autorità locali, sarà scoperta la targa e messo a dimora un ulivo in ricordo di un uomo straordinario, scomparso troppo presto per quanti gli volevano bene.

Giovanni Camilli, imprenditore illuminato e generoso, pur nella sua breve vita (è scomparso all’età di 53 anni) ha lasciato su Roma e più specificatamente su Ostia, un’impronta indelebile. Nato nel 1932 in un paesino della provincia de L’Aquila (Colle di Sassa), già a metà degli anni Cinquanta iniziò la sua impresa didattica a Roma. Il suo impegno imprenditoriale era quello di attivare corsi “di recupero” per dare modo a studenti lavoratori, anche avanti con gli anni, di potersi diplomare e migliorare la propria posizione sociale e lavorativa.

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Giovanni Camilli, scomparso nel 1985 all’età di 53 anni, medaglia d’oro del Ministero come benemerito della scuola, della cultura e dell’arte

Il fulcro della sua attività ben presto si spostò a Ostia dove, a partire dal 1959, in un’area in forte espansione demografica, anche in relazione all’apertura dell’aeroporto di Fiumicino, avviò nel tempo e nell’ordine prima i corsi di stenodattilografia, poi il Ragioneria, l’istituto per Geometri, le Medie, il Tecnico Industriale per l’Elettronica, l’Informatico, il Linguistico e lo Scientifico.

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Riquadrato in giallo il giardino di via Isole del Capoverde che verrà intitolato a Giovanni Camilli

La medaglia d’oro alla memoria

Insieme con il Camilli didatta, Ostia beneficiava anche di un generoso imprenditore impegnato nella crescita sportiva di Ostia. “Grazie anche ad una spiccata cultura sportiva e alla costante attenzione alla crescita sana della gioventù locale, molti dei suoi alunni hanno raggiunto mete di tutto riguardo specialmente nel settore atlertico” si legge nella motivazione del conferimento a Giovanni Camilli della Medaglia d’oro postuma del Ministero della Pubblica Istruzione come benemerito della scuola, della cultura e dell’arte.

Camilli e lo sport

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Protesta del 1971 per ottenere uno spazio per il calcio a Ostia: Camilli e Di Carlo si faranno carico della realizzazione dei campi tuttora occupati dall’Ostiamare – Foto Giulio Bordoni

Camilli non solo ha sostenuto con forza il team sportivo delle Fiamme Gialle, che ha contato diversi olimpionici e primatisti nelle sue fila (Ambu, Dionisi, Scartezzini, Dorio, Nicosia, Di Guida per fare dei nomi), ma ha anche gettato le basi per il rilancio dell’Ostiamare. Agli inizi degli anni Settanta, infatti, la cittadina visse la forte rivendicazione di uno spazio dove ospitare le attività giovanili di Lido Calcio e Ostiamare. Giovanni Camilli insieme con un altro benemerito imprenditore locale, il farmacista Romolo Di Carlo, supportarono economicamente e penalmente l’occupazione dell’area comunale di via Amenduni dove vennero edificati spogliatoi e servizi per le società calcistiche. Al posto di una discarica, sorsero i campi tuttora funzionanti. E per quell’iniziativa Camilli con Di Carlo subirono il processo per abusivismo edilizio.

Giovanni Camilli è scomparso il 7 luglio 1985, a soli 53 anni. La sua opera, seppure proseguita con piglio manageriale e capacità umane dalla figlia Linda, è rimasta indimenticata. E l’intitolazione di un giardino a distanza di oltre 40 anni dalla sua morte, ne è una testimonianza forte e appassionata.