Un grido di dolore risuona solenne sui social come nel film che lo ha reso un’icona del cinema. Luca Ward condivide sui social le immagini della pineta di Castel Fusano devastata e spoglia e commuove il web. Sulle note della colonna sonora de Il Gladiatore, la celebre voce del doppiatore denuncia il degrado del litorale romano, scatenando l’immediato abbraccio dei fan.
Dalle campagne per il mare di Roma alla denuncia sulla devastazione della pineta di Castel Fusano, Luca Ward celebre voce del Gladiatore, si leva ancora per la sua Ostia
L’immagine di un patrimonio naturale svanito e la voce di chi quel territorio lo porta da sempre nel cuore. E’ così che Luca Ward ha affidato alle sue pagine social uno sfogo amaro e profondo di fronte alle foto che mostrano lo stato spettrale in cui versa la pineta di Castel Fusano.
A fare da sottofondo alle istantanee dei pini completamente scheletrici e abbattuti è il brano Now We Are Free, colonna sonora del capolavoro cinematografico Il Gladiatore, film che ha consacrato il suo legame indissolubile con la storia del doppiaggio italiano prestando la voce a Russell Crowe.
“Era la meravigliosa pineta di Castel Fusano. Era!!! Possibile che interessi solo a quattro gatti. Romani ma ndo state?…”, ha scritto l’attore nel suo post, taggando Legambiente Regione Lazio. Un messaggio diretto, privo di filtri, che nasce dall’angoscia di chi vede scomparire il paesaggio della propria infanzia e giovinezza sotto i colpi del parassita alieno e dell’incuria.
L’antefatto: l’attacco della cocciniglia e gli abbattimenti d’urgenza
Il grido di sdegno dell’attore arriva all’indomani della notizia riguardante l’avvio delle operazioni d’urgenza pianificate per settembre 2026 dal Municipio Roma X. L’amministrazione ha infatti programmato l’abbattimento indifferibile di trentasei pini domestici distribuiti tra Ostia, l’Infernetto e la zona di Castel Fusano. Le alberature, ormai completamente secche e prive di attività vegetativa, sono state irrimediabilmente compromesse dalla prolungata infestazione della cocciniglia tartaruga.
La mappa degli interventi prevede la rimozione di sette esemplari in via Alberto Franchetti, sette lungo via di Castel Fusano per tutelare l’incolumità pubblica e ben ventidue piante all’interno del Parco X Giugno, dove un intero filare è stato cancellato. Non essendoci più margine per trattamenti o cure conservative, l’ente locale procede al taglio per scongiurare il pericolo di crolli improvvisi su strisce stradali e aree pubbliche.
Un legame profondo e mai interrotto con Ostia
Nato ad Ostia il 31 luglio 1960 da una famiglia di artisti, Luca Ward ha mantenuto un radicamento fortissimo con il litorale romano, segnato anche dalle tappe difficili della sua giovinezza. Dopo la scomparsa del padre quando aveva soli tredici anni, l’attore ha affrontato momenti di ristrettezza lavorando come facchino, camionista e bagnino proprio sulle spiagge ostiensi.
Con il successo ottenuto sul grande schermo, nelle fiction televisive e nel doppiaggio – prestato ad attori storici come Keanu Reeves, Pierce Brosnan, Samuel L. Jackson e Mufasa nel remake de Il re leone – Ward non ha mai scordato le proprie radici. In passato ha collaborato attivamente con l’emittente locale canaledieci.it per realizzare spot di pubblica utilità e campagne di sensibilizzazione dedicate al mare di Roma.
Questa sensibilità verso il patrimonio culturale e ambientale lo ha portato anche, nel 2026, a depositare il marchio sonoro della propria voce per proteggerla dagli abusi dell’intelligenza artificiale, confermando una costante attenzione per la tutela dell’identità.
La reazione dei fan tra sgomento, rabbia e dibattito ecologico
La pubblicazione del post ha immediatamente scatenato migliaia di interazioni, trasformando lo sfogo di Luca Ward in una piazza virtuale dove i cittadini hanno condiviso lo stesso sentimento di sconforto.
Molti utenti hanno espresso forte amarezza nei confronti delle istituzioni competenti. Emanuela Gigantino ha commentato: “Che tristezza.. che dolore grande!! Maledetti coloro che avrebbero avuto il compito di seguire, curare e prevenire e non l’hanno fatto nonostante pagati!”.
Sulla stessa linea, A. F. ha evidenziato: “La cocciniglia tartaruga, specie esotica, li attacca, ma è la politica che li uccide con la propria inattività! Le infestazioni da cocciniglia si curano, per riavere una pineta come quella ci vogliono due vite”.
C’è chi, come M. M. ha ribadito la necessità di interventi conservativi invocando l’aiuto dei comitati locali: “Dovevano curarli non abbatterli” – invitando a sostenere l’associazione, CURAA Cittadini Uniti Roma Alberi Abitanti”.
Non manca tuttavia chi analizza la situazione sotto un profilo strettamente botanico ed ecologico. Franco Pirone ha risposto spiegando che “la pineta di Castelfusano non è un bosco naturale: fu impiantata dai Sacchetti per ragioni produttive” e aggiungendo che “il bosco naturale delle nostre coste è la lecceta litoranea”.
Un’analisi secondo cui la cocciniglia ha “semplicemente accelerato una trasformazione già in corso da decenni” verso il ritorno del leccio. Ma intanto, tra lo sconforto generale di chi definisce l’accaduto “una mattanza che ancora non è finita”, la denuncia di Luca Ward è un segnale forte che continua a far discutere, ponendo l’accento sul futuro del verde urbano di Roma.



















