Centrosinistra, prove di unità dei leader sul palco di Avs. Tra dubbi di Conte su Renzi, nodo Kiev e primarie sullo sfondo

(Adnkronos) – “Sbrigamose”, urlano dalla platea ai leader del campo progressista – Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli – riuniti sul palco della festa di Avs a Roma, primo appuntamento ‘unitario’ alla ripresa dalla pausa estiva. Una dead line per iniziare a mettere a punto il programma c’è: dopo il 20 settembre, concluso il percorso interno dei 5 Stelle. “Siamo pronti a trasformare il mese di ottobre in una fase di grande consultazione popolare per la definizione del programma”, dice Bonelli. Sul perimetro della coalizione e sul metodo per indicare il candidato premier, si prende tempo. Intanto, sul primo punto c’è da mettere agli atti i dubbi di Conte sulla affidabilità di Matteo Renzi. “Sbaglieremmo a fare il perimetro da sigla a sigla, da nome a nome ma dobbiamo farci carico di garantire la coerenza di un programma”, replica Schlein. E sul secondo, il candidato, tutti d’accordo a rinviare la decisione. Anche perché “oggi non dobbiamo dare per scontato che la legge elettorale passi”, butta là la segretaria del Pd.  

E pure sul programma, sebbene “le cose che abbiamo in comune sono 4850”, dice Schlein citando Daniele Silvestri, sul palco di Avs non si nascondono le distinzioni sul sostegno militare all’Ucraina. Sono contrari a continuare a inviare le armi a Kiev M5s e Avs, diversa la posizione del Pd. “La differenza” rispetto alla guerra in Ucraina “è solo su un punto – osserva Schlein – cioè su come pensiamo di sostenere Kiev fino a quando non ci sarà quella svolta negoziale che tutti vogliamo. Abbiamo votato diversamente solo su come sostenere questo sforzo, ma abbiamo una responsabilità talmente grande davanti a noi che dovremmo discutere allo sfinimento e riuscire a trovare anche su questo una sintesi, perché sarebbe imperdonabile dividersi e regalare un’altra vittoria a Giorgia Meloni quando questo governo in questi cinque anni sulla politica estera è stato molto più diviso di noi”. Insomma, i soliti nodi da sciogliere.  

La novità della serata è forse che più di altre volte si delinea uno scheletro di programma comune, priorità condivise che vengono messe sul tavolo dai leader sollecitati a indicare quali sarebbero le misure del primo consiglio dei ministri in caso di vittoria alle politiche. “Sarà molto lungo”, dice Schlein. E in effetti l’elenco è corposo: dal riconoscimento dello Stato palestinese, al contrasto all’emergenza climatica sottolineato da Bonelli, il salario minimo e il congedo paritario caldeggiato da Schlein, la patrimoniale spinta da Fratoianni e “l’abrogazione di tutte quelle norme per reprimere il dissenso politico, per comprimere la protesta civile”, dice Conte che rimarca inoltre sicurezza e migranti come priorità. “Dobbiamo porci con chiarezza il problema dei flussi migratori e del bisogno di sicurezza di tutti i cittadini. Va spiegato loro che nel rispetto della dignità dobbiamo costruire percorsi di garanzia. Se pensiamo soltanto ad altro e cerchiamo di evitare questi temi, c’è il rischio di anche in Italia non riusciremo a vincere, abbiamo grandissime chances ma la battaglia è tutta da vincere”, avverte Conte. Schlein condivide ma sottolinea: “Quello che sta accadendo in Germania ci offre anche uno spunto, vuol dire che avevamo ragione a denunciare che quando i Popolari inseguono l’estrema destra, gli elettori votano l’estrema destra. Noi non batteremo le destre rincorrendole nel loro terreno, ma offrendo una proposta alternativa”. Foto di gruppo e poi la serata si conclude con una cena veloce insieme. Senza Conte, che lascia la festa subito dopo il dibattito.  

 

politica

webinfo@adnkronos.com (Web Info)