Migranti, Lowles (Hope not Hate): “Dietro a proteste in Gb l’estrema destra di Patriot Platform, crea clima paura”

(Adnkronos) – “Dietro la retorica della difesa dei confini si nasconde una realtà allarmante che i recenti fatti di Dover e Portsmouth hanno messo a nudo. I gruppi che scendono in piazza, sostenendo di voler salvare il Paese dai migranti illegali, sono a tutti gli effetti formazioni di estrema destra”. Ad Adnkronos Nick Lowles, direttore esecutivo di Hope Not Hate, organizzazione inglese tra le più note del Paese impegnata nel monitoraggio delle derive estremiste, analizza le recenti mobilitazioni che hanno scosso il sud dell’Inghilterra, in quei luoghi dove normalmente approdano i migranti giunti dalle coste della Francia o del Belgio attraverso la Manica. Una tensione sociale che prende spunto dagli sbarchi registrati nel corso degli ultimi giorni i quali, stando ai dati dell’Ons, Office for National Statistics, raccontano di 16.513 persone giunte dall’inizio dell’anno al primo settembre. Nonostante il flusso sia inferiore rispetto ai passati anni, 41.000 gli sbarchi registrati a fine 2025, il dato rimane il pretesto per chi cerca di organizzare vere e proprie ronde urbane. 

“Vedere trecento o quattrocento persone con il passamontagna marciare per le strade bloccando il traffico è inaccettabile. Perché la galassia di queste proteste ruota attorno alla Patriot Platform, un’organizzazione che riunisce in una singola entità decine di gruppi locali come i Kent Patriots, i South London Patriots e diverse altre fazioni sparse sul territorio”, spiega Lowles. “Si descrivono come un esercito cristiano pronto a riprendere il controllo delle frontiere e, come spesso accade per i vigilanti anti-migranti, affermano di voler proteggere donne e bambini. Ma il loro modo di operare non ha nulla a che fare con la normale dialettica democratica”.  

Secondo il direttore di Hope Not Hate, quanto visto in questi giorni a Dover e Portsmouth è solo un proseguo di quanto già accaduto in altre parti del Paese da inizio anno, in cui le protesta anti-migranti si sono trasformate in scontri con le forze dell’ordine, con auto, cassonetti e case date alle fiamme. “Nonostante il fondatore di Patriot Platform, Daniel Thomas, cerchi di presentare la sua iniziativa come basata su valori cristiani che rifugge l’uso di criminali, le sue stesse dichiarazioni smentiscono questa facciata di rispettabilità. Thomas ha infatti affermato pubblicamente di voler prendere il controllo del Regno Unito, arrivando ad accostare la Patriot Platform alla vecchia English Defense League. È di fatto impossibile credere a un intento pacifico quando intere città vengono prese in ostaggio da centinaia di individui a volto coperto per una pura e semplice esibizione di forza. Inoltre, le indagini di agosto hanno svelato una realtà opposta alla narrativa della protezione, documentando un passato di aggressioni e precedenti penali, anche contro le donne, per molti membri di spicco del movimento”.  

Il costo sociale di queste parate mascherate, al di là dell’inconveniente legato al traffico bloccato, è profondamente dannoso per l’intero tessuto comunitario, come sottolinea Lowles tracciando un bilancio delle violenze: “Cosa ancora più importante, le immagini che abbiamo visto nel fine settimana stanno creando un clima di paura tra i migranti regolari e più in generale tra le persone di pelle nera”.  

Da qui nasce il suo appello finale alle istituzioni: “Credo che il governo debba essere molto più robusto e fermo nell’opporsi a tutto questo. Quelle andate in scena a Dover e Portsmouth non erano affatto le ronde di una comunità preoccupata per la sicurezza cittadina, ma unicamente l’intimidatoria operazione di propaganda di una rete estremista”. (di Alessandro Allocca) 

internazionale/esteri

webinfo@adnkronos.com (Web Info)