Nominata la commissione ministeriale che seguirà le ultime verifiche sui treni Hitachi Linea B: da qui partono i 5000 chilometri di rodaggio prima dell’ingresso in servizio.
Tra collaudi infiniti, norme di sicurezza e promesse disattese, ecco perché i nuovi convogli non sono ancora in servizio
Dovranno attendere ancora, i cittadini romani, prima di vedere entrare in funzione sulla Linea B i nuovi treni Hitachi. L’iter è lungo, complesso, tutt’altro che lineare. Nei giorni scorsi, però, un passo avanti concreto: la nomina della commissione incaricata delle verifiche e delle prove sul primo treno prototipo. A ripercorrere l’iter e le ultime novità, in un video, è l’assessore ai Trasporti di Roma Capitale, Eugenio Patané.
La commissione e il primo incontro
Il 3 settembre è stata nominata la commissione. Ne fanno parte tecnici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di Ansfisa e di Atac. Il primo incontro è fissato per il 9 settembre, al ministero. Da quella riunione partirà il countdown verso i famosi 5000 chilometri di rodaggio, il passaggio obbligato prima di poter ospitare passeggeri a bordo.
I convogli, in realtà, sono fermi in attesa da più di un anno.
L’iter
L’acquisto non è stato semplice. Procedura lunga, complicata, punteggiata da atti amministrativi che si sono accavallati per anni. Succede ovunque, non solo a Roma: dal momento in cui una città decide di comprare un treno a quando quel treno porta i primi passeggeri, passa sempre parecchio tempo. La commessa riguarda 36 nuovi treni di ultima generazione.
La gara, il ricorso, il cambio di fornitore
Novembre 2021: si insedia la commissione per l’aggiudicazione. Di lì a breve partono le gare e l’assegnazioneva a Caf. Poi il colpo di scena: appena chiusi i lavori della commissione, Hitachi, l’altra azienda che aveva partecipato alla gara presenta ricorso contro l’amministrazione, chiedendo il ricalcolo dei punteggi. Il contenzioso dura un anno. Il tribunale dà ragione all’amministrazione: aggiudicazione corretta, punteggi del bando confermati. Tutto pronto per la consegna dei treni. Caf, però, non riconferma l’aggiudicazione. A quel punto rientra in scena Hitachi, che accetta l’incarico.
Dal collaudo in stabilimento alle prove notturne
Dalla conferma dell’offerta, 24 mesi per portare il primo treno a completamento. Le prove sui treni vengono svolte direttamente in stabilimento, per accorciare i tempi complessivi. Il primo convoglio arriva ad aprile 2025.
Una volta a Roma, però, il lavoro non finisce. I treni devono essere adattati alla Linea B, e devono poter circolare in sicurezza su quella tratta specifica. La legge non lascia margini: va testato tutto.
Centinaia di prove. Alcune fallite, altre modificate, finché il treno non ha superato i test necessari. Le verifiche in linea si sono svolte in una finestra notturna strettissima: tre ore, dall’una alle quattro del mattino. Non tutte le notti, va detto: quella fascia oraria è condivisa con i test di sicurezza sui treni già in circolazione.
L’ultimo miglio: dalla dichiarazione tecnica all’autorizzazione
Oggi tutte le prove statiche e dinamiche risultano completate. Le relazioni tecniche sono state consegnate, e un tecnico terzo si è occupato della dichiarazione finale.
Con quella firma si chiude la fase tecnica. Si apre quella autorizzativa, che non è più nelle mani di Roma Capitale. Da qui la commissione del Mit, e il suo compito appena iniziato.


















