Può sembrare un accostamento improprio o poco rispettoso nei confronti della terribile vicenda di Alfredino Rampi, il bimbo caduto in un pozzo incustodito di Vermicino all’inizio degli Anni Ottanta, ma anche se in questo caso a restare intrappolato in un buco senza protezione è stato un cucciolo di cinghiale sorprende il fatto che in un terreno privato di Monterotondo la voragine fosse senza alcuna protezione.
A Monterotondo soccorsi in azione per salvare da morte certa un cucciolo di cinghiale finito in una voragine
E’ come se la memoria storica di un episodio che portò alla nascita del sistema di Protezione civile in Italia fosse stata completamente cancellata. I terreni privati accessibili e senza recinzioni possono nascondere pericoli letali.
Il salvataggio
A rendere nota la vicenda accaduta ieri, giovedì 3 settembre, sono stati alcuni volontari che hanno segnalato la presenza dell’animale intrappolato dentro un tombino situato in via delle Fornaci.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale, i vigili del fuoco e un veterinario che sono riusciti a trarre in salvo l’ungulato, molto spaventato ma in buona salute, anche se l’esemplare selvatico prima di essere rilasciato nuovamente in natura sarà sottoposto al test della peste suina.
L’ordinanza della Regione Lazio sulla Psa
Monterotondo figura, infatti, nell’elenco dei 22 comuni in cui è entrata in vigore in questi giorni un’ordinanza straordinaria della Regione Lazio che, a fronte della recrudescenza di contagi della peste suina africana (Psa), ha disposto l’adozione di alcune stringenti direttive sanitarie in 22 comuni del Lazio. Lista che oltre a Monterotondo comprende anche Campagnano di Roma, Capena, Castelnuovo di Porto, Civitella San Paolo, Fiano Romano, Filacciano, Fonte Nuova, Formello, Guidonia Montecelio, Magliano Romano, Mazzano Romano, Mentana, Monterotondo, Morlupo, Nazzano, Ponzano Romano, Riano, Rignano Flaminio, Roma Capitale Municipio III, Roma Capitale Municipio XV, Sacrofano e Sant’Oreste.
In tutte queste zone scattano rigide restrizioni per la popolazione che possono essere riassunte schematicamente come segue:
- Attività all’aperto: sono vietati picnic, eventi e assembramenti nelle aree agricole e nei boschi.
- Contatto con la fauna: è severamente proibito avvicinare, disturbare o sfamare gli animali selvatici.
- Stop alla caccia: sospesa la caccia al cinghiale in ogni sua forma, consentiti solo interventi di controllo controllati sotto stretta biosicurezza.
- Gestione dei rifiuti: i Comuni dovranno mettere in sicurezza i cassonetti per evitare che attirino i cinghiali e installare una cartellonistica informativa per la cittadinanza.
Le misure implicano anche severi controlli sugli allevamenti e sugli animali selvatici che possono rappresentare una fonte di diffusione dei focolai già registrati.
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Immagine di copertina tratta da Monterotondo sta impazzito.




















