(Adnkronos) – Erano costretti a vivere in condizioni di evidente magrezza, sfiancati e privi delle cure necessarie 12 giumente e stalloni portati in salvo da un allevamento dell’astigiano dall’intervento dei carabinieri forestali e del servizio veterinario dell’Asl. L’operazione di salvataggio è partita grazie alle segnalazioni di alcuni cittadini e associazioni, preoccupati per lo stato di salute degli equini. Â
Un primo campanello d’allarme era già scattato lo scorso 20 luglio, quando un’ispezione dell’Asl aveva rilevato delle criticità , imponendo al titolare dell’azienda precise prescrizioni da attuare tempestivamente per ripristinare il benessere degli animali. Direttive che, tuttavia, sono state completamente ignorate. Quando, a metà agosto, i militari del Nipaaf di Asti e i medici veterinari dell’Asl sono tornati per un nuovo controllo, si sono trovati di fronte a una scena critica poiché i cavalli risultavano ulteriormente denutriti e sottopeso. Â
Considerata la debilitazione degli animali, un loro trasferimento immediato avrebbe potuto avere conseguenze fatali. Le autorità hanno quindi proceduto a un sequestro penale d’urgenza, nominando temporaneamente custode lo stesso proprietario ma sottoponendolo a condizioni rigidissime e a un monitoraggio assiduo da parte dell’Asl per garantire che venisse avviata un’alimentazione corretta. Â
A fine agosto, raccolta la disponibilità ad accogliere i cavalli da parte di associazioni riconosciute dal ministero della Salute e ricevuto il nulla osta sanitario per la movimentazione, la Procura di Alessandria ha disposto il trasferimento definitivo dei dodici cavalli. A fornire ospitalità è stata un’associazione no-profit, con sede in provincia di Varese. Intanto, la posizione del proprietario dell’allevamento è al vaglio dell’autorità giudiziaria.Â
—
cronaca
webinfo@adnkronos.com (Web Info)






















