Stop ai “semafori della discordia” a Tivoli: la rotonda di Largo San Giovanni passa al lampeggiante

L'annuncio del sindaco dopo un mese di caos semafori: «Studio del 2020 ormai superato, pronti a una nuova analisi del traffico». Il sollievo dei cittadini

Traffico al semaforo

A Tivoli vince il pragmatismo e si spegne la polemica semafori dell’estate. I quattro semafori installati nella rotatoria di Largo San Giovanni, ribattezzati da residenti e automobilisti come i «semafori della discordia», resteranno da oggi in modalità lampeggiante. L’annuncio ufficiale è arrivato direttamente dal sindaco Marco Innocenzi, mettendo fine a un mese di ingorghi continui che avevano paralizzato uno degli snodi strategici della città a perfino fuori dalle ore di punta.

L’annuncio del sindaco dopo oltre un mese di caos semafori: «Studio del 2020 ormai superato, pronti a una nuova analisi del traffico». Il sollievo dei cittadini

Un vero e proprio sollievo per migliaia di automobilisti, soprattutto in vista dell’imminente riapertura delle scuole e del rientro definitivo dalle ferie estive, quando i volumi di traffico sono destinati a salire vertiginosamente.

L’eredità del passato e i dati del test estivo

Per contestualizzare la scelta, il primo cittadino ha voluto ripercorrere le tappe della vicenda, ricordando la genesi del progetto: «Sia l’installazione dei semafori nel 2021, sia il progetto ed i lavori che hanno portato alla situazione attuale, sono stati programmati, approvati e finanziati dall’amministrazione precedente.

Per dovere di continuità amministrativa, pur avendo da subito forti perplessità, ho voluto verificare l’efficacia dell’impianto accendendolo in estate per limitare i disagi». 

La sperimentazione, partita il 17 luglio, ha però fornito un verdetto inequivocabile. Il modello teorico applicato non ha retto alla prova dei fatti. Secondo il sindaco per l’inadeguatezza dello studio di fattibilità. La configurazione semaforica attuale si sarebbe basata su un’analisi dei flussi risalente al 2020. Invece nel 2026, l’intensità e la distribuzione del traffico sono radicalmente cambiate.

Il risultato: I dati oggettivi raccolti durante il mese di prova hanno evidenziato che la congestione stradale con i semafori attivi era nettamente superiore rispetto al periodo in cui la rotatoria funzionava senza regolazione semaforica.

«Non posso accettare per Tivoli le problematiche riscontrate in questi giorni», ha ribadito Innocenzi. «La priorità assoluta è garantire ai cittadini una viabilità fluida e sicura».

In arrivo un nuovo studio viabilistico e la replica politica

Stop ai “semafori della discordia” a Tivoli: la rotonda di Largo San Giovanni passa al lampeggiante 1
I semafori in modalità galleggiante dalla mezzanotte di ieri. Foto Canaledieci

L’interruzione della sperimentazione è solo il primo passo. Il Comune ha già annunciato che a brevissimo verrà commissionato un nuovo studio tecnico-viabilistico specifico per il quadrante di Largo San Giovanni. L’obiettivo sarà quello di trovare soluzioni strutturali capaci di contemperare due esigenze fondamentali: l’alleggerimento del traffico veicolare e la tutela della sicurezza dei pedoni.

Non è mancata la stoccata politica rivolta alle opposizioni: «Le problematiche del traffico persistono da anni. Lo sanno bene anche quei partiti che in questi mesi hanno criticato a priori senza mai proporre alcuna soluzione concreta, ma solo per fini propagandistici. Il mio metodo è diverso: ascoltare i cittadini, analizzare i dati e, quando necessario, interrompere le sperimentazioni per cambiare rotta».

Le reazioni della città: «A cosa servono i semafori dentro una rotatoria?»

La notizia dello spegnimento degli impianti è stata accolta con favore dalla cittadinanza, anche se il dibattito sulle possibili soluzioni definitive resta aperto sui social e per le vie della città.

Il nodo concettuale sollevato da molti tiburtini riguarda la convivenza stessa tra i due sistemi di regolazione: «Finalmente una decisione saggia, ma che senso ha mettere quattro semafori all’interno di una rotatoria? O c’è l’una o ci sono gli altri», commenta un residente. Altri evidenziano come il problema risieda nelle dimensioni strutturali del rondò, chiedendo il ripristino dell’ampiezza originale dell’infrastruttura.

Tra le proposte avanzate dagli automobilisti per il futuro studio viabilistico figurano: l’abolizione totale dei semafori di corsia, mantenendo esclusivamente le chiamate pedonali a richiesta (come su Viale Tomei) e lo spostamento strategico degli attraversamenti pedonali, in particolare quello di Viale Trieste, (a ridosso dell’ospedale) per evitare che i pedoni blocchino le auto in uscita dalla rotonda.

Per ora, il ritorno al giallo lampeggiante restituisce il respiro alla viabilità tiburtina, in attesa di una soluzione.