Funerali Carlo Arnulfo a Roma: ai Parioli l’addio del Foro al «signor avvocato»

Commozione per l'ultimo saluto all'avvocato Carlo Arnulfo. Il ricordo del figlio Manfredi: «Un privilegio averti avuto come padre». L'abbraccio solenne dei colleghi del Foro di Roma

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Una folla commossa si è raccolta oggi, 31 agosto, nella chiesa di Piazza Ungheria, a Roma Parioli, per dare l’ultimo saluto a Carlo Arnulfo, il noto avvocato romano, 64 anni, che ha perso la vita il 16 agosto, insieme alla collega Angela Buccico, nel tragico incidente con un ultraleggero sui monti del Cosentino.

Commozione per l’ultimo saluto all’avvocato Carlo Arnulfo. Il ricordo del figlio Manfredi: «Un privilegio averti avuto come padre». L’abbraccio solenne dei colleghi del Foro di Roma

Amici, familiari e una folta rappresentanza del Foro capitolino, insieme a diversi magistrati, si sono stretti attorno alla famiglia per un ricordo intenso, tra dolore e testimonianze d’affetto.

L’omelia del parroco e le parole del figlio Manfredi

Il parroco ha fatto riferimento al suo amore per il volo. «La sua era una passione per il cielo — ha ricordato il sacerdote durante l’omelia —, una nostalgia probabilmente che appartiene a tutti noi. La sua era una sete di cielo». Un ritratto completato dal ricordo della  generosità quotidiana e della costante disponibilità verso gli altri dell’avvocato Carlo Arnulfo.

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Carlo Arnulfo

In chiesa ha preso la parola il figlio Manfredi, che ha riservato le parole più commoventi: «Caro papà, è stato un privilegio averti avuto come padre per 28 anni. Mi dicevi che ero il tuo orgoglio e tu lo sei per me. Ti voglio bene, papà».

Il cordoglio del Foro di Roma: «Era “Super Carlo”, un grande giurista»

Il foro romano ha espresso unanime il proprio smarrimento per la scomparsa di una delle sue figure più stimate. Alessandro Graziani, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, ha tratteggiato il profilo professionale e umano di Arnulfo: «Un avvocato che ha percorso tutta la materia del diritto con grande esperienza, affrontando anche le difese più complesse di magistrati e colleghi. È stato un grande giurista e un eccelso difensore, ma soprattutto una persona perbene e un uomo delle istituzioni».

Arnulfo era stato, infatti, designato dal Consiglio Nazionale Forense come componente laico del Consiglio Giudiziario del Lazio dal 2012 al 2016.

Domenico Naccari, in rappresentanza della Camera Penale, lo ha ricordato come «un signore, prima ancora che un avvocato. Un ottimo civilista e penalista, sempre con la battuta pronta».

Particolarmente toccanti anche le parole dell’amico e collega Alessandro PrioriSarà difficile considerare che qui non ci sia più: era sempre disponibile con un sorriso e capace di rendere semplici le cose più complicate») e dell’avvocato Angelo Staniscia, che ne ha evidenziato le doti non comuni: «Sapeva fare tutto, lo chiamavano “Super Carlo”. Era una guida superiore, grande ma profondamente umile».