L’ennesimo pomeriggio di fiamme e fumo nella Capitale trasforma la cronaca dell’emergenza in una resa dei conti. L’incendio che ha devastato diversi ettari in zona Magliana, arrivando a minacciare le abitazioni, un distributore di benzina e la linea ferroviaria per Fiumicino rimasta bloccata, è l’innesco che fa scattare il pugno duro del Campidoglio: le fiamme sono partite da terreni privati non curati. E ora per i proprietari negligenti scattano i controlli e le sanzioni.
Incendi a Roma dalla Magliana alla Pontina: scattano le multe per chi non cura i terreni incolti. Già 32 le sanzioni del Comune
Secondo i primi accertamenti dei tecnici e dei Vigili del Fuoco, l’innesco del rogo che ha divorato un’area demaniale dominata dai canneti nel Municipio XI ha avuto origine proprio all’interno di proprietà private. Terreni lasciati incolti dove la vegetazione secca, non sfalciata, ha trasformato l’incuria in un micidiale combustibile naturale.

Da qui la decisione di Roma Capitale di andare fino in fondo con la linea della tolleranza zero. Nel solo territorio del Municipio XI, dall’entrata in vigore dell’ordinanza sindacale estiva per la prevenzione del rischio incendi, sono già 32 le sanzioni comminate a soggetti privati che hanno ignorato gli obblighi di manutenzione e pulizia su terreni agricoli, prati, pascoli e aree boschive.
L’ordinanza e il conto da pagare per i proprietari
L’ordinanza del Sindaco Roberto Gualtieri parla chiaro: chi possiede o gestisce aree verdi ha l’obbligo tassativo di provvedere allo diserbo, alla rimozione di sterpaglie e alla creazione di fasce di protezione antincendio. Non farlo non è solo un atto di inciviltà, ma una violazione punita con pesanti multe amministrative, oltre al rischio di segnalazione all’autorità giudiziaria nel caso in cui dall’incuria scaturisca un vero e proprio rogo.
Il caso della Magliana diventerà la prova del fuoco per il recupero dei danni e l’identificazione delle singole responsabilità.
Roma assediata dal fuoco: fiamme anche sulla Pontina

La stretta sulle multe arriva al termine di una giornata da bollino rosso per le temperature e con allerta arancione per la protezione civile.
La Magliana, infatti, è stata solo uno dei fronti caldi che hanno paralizzato la città. Nel Municipio IV , in via Scorticabove un vasto incendio è stato tenuto freno dal tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco. Nel Municipio V le fiamme hanno avvolto un’area a ridosso della Palmiro Togliatti. Nel Municipio X, un devastante incendio lungo la via Pontina Nuova è stato il fronte più complesso: per contenere l’avanzata dell’incendio si è reso necessario il supporto dei mezzi aerei.
Con le temperature alle stelle e il rischio roghi al massimo livello, la pulizia dei terreni privati smette di essere una questione di decoro per diventare un problema di sicurezza pubblica. Per chi ignora i divieti e le prescrizioni, il conto da pagare inizia ad essere salato. L’avvertimento del Campidoglio.
L’attacco dell’opposizione: «Ordinanza tardiva, burocrazia che pagano i cittadini»
Alle dichiarazioni del Campidoglio risponde però a stretto giro l’opposizione. Marco Palma, esponente di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio del Municipio XI, punta il dito direttamente contro la gestione del Comune: «L’ordinanza del sindaco per combattere gli incendi si è ridotta ormai a un mero aspetto burocratico», attacca il consigliere.
Palma ricorda di aver sollevato la questione con largo anticipo rispetto all’emergenza estiva: «Nel mio esposto presentato settimane fa, e inviato per conoscenza anche al Prefetto, avevo chiesto di anticipare i tempi dell’ordinanza di fine maggio per consentire che le attività di controllo e di prevenzione potessero essere davvero efficaci sul territorio».
Poi la stoccata finale al Campidoglio: «Purtroppo l’inefficacia di queste misure è il prezzo che i cittadini romani sono costretti a pagare».




















