Arrestato a Ostia per stalking il 44enne romano Ferdinando Conca: dopo la condanna per l’omicidio dell’ex risalente a vent’anni fa, aveva cominciato a perseguitare la nuova compagna.
Arrestato a Ostia Ferdinando Conca: uccise la compagna nel 2003, ora perseguitava l’ex fidanzata
L’uomo è stato bloccato dagli agenti della Polizia di Stato sul litorale romano, dove viveva da tempo in una roulotte non lontano dal Mercato Appagliatore. E’ stato fermato mentre passeggiava tranquillo con il cane.
Scattate le manette il 44enne romano, ormai senza dimora, è stato trasferito nel carcere di Rebibbia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla gip del Tribunale di Roma, Emanuela Attura.
Un nome, quello di Conca, già tragicamente noto alle cronache giudiziarie della capitale. Nel 2003 era stato condannato per la morte di Silvia Napoli, la fidanzata dell’epoca precipitata dal quattordicesimo piano di un palazzo in via dell’Archeologia, a Tor Bella Monaca.
Tornato in libertà nel 2014 dopo aver scontato la pena, a distanza di dieci anni dal suo reintegro in società è finito nuovamente al centro di una drammatica vicenda di violenza di genere.
Dalle percosse alle aggressioni con padelle e coltelli
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la relazione con la nuova partner si è trasformata nel tempo in un incubo segnato da una progressiva e sistematica escalation di prevaricazioni fisiche e psicologiche.
Negli atti della Procura vengono contestati episodi di brutale aggressività : in un’occasione la donna sarebbe stata colpita con violenza al torace, in un’altra l’uomo le avrebbe lanciato contro una padella colpendola alla testa, fino all’episodio in cui avrebbe impugnato un coltello contro di lei.
«Ti sfregio, ti ammazzo»: l’assedio sui social e le telefonate
Quando lo scorso maggio la donna ha trovato il coraggio di interrompere la convivenza, la condotta persecutoria di Conca non si è fermata, prendendo anzi le forme di un vero e proprio assedio. Telefonate a qualsiasi ora del giorno e della notte, condite da esplicite minacce di morte: «Se ti vedo ti ammazzo», «ti sfregio», «ti do foco».
A questo si è aggiunta una mirata strategia d’intimidazione digitale: l’uomo avrebbe pubblicato quasi quotidianamente dei video su TikTok diretti alla ex e ai suoi familiari, con contenuti ritenuti dagli inquirenti chiaramente minatori.
Un clima di terrore che ha fatto precipitare la vittima in un grave stato d’ansia, costringendola a modificare radicalmente le proprie abitudini, a evitare di uscire da sola e a vivere nel costante timore di un’aggressione.
L’ordinanza della Gip e il pericolo di reiterazione
Le dichiarazioni della vittima hanno trovato riscontro nei filmati acquisiti dalla Polizia e nelle testimonianze dei familiari. Nel disporre la misura della custodia cautelare in carcere, la gip Attura ha evidenziato come la carcerazione sia l’unico strumento idoneo a interrompere la catena di minacce e violenze.
A pesare in modo determinante sulla valutazione del giudice è stato proprio il precedente specifico per l’omicidio di Silvia Napoli: un elemento che ha confermato l’elevata pericolosità sociale del 44enne e il concreto e imminente rischio di reiterazione dei reati.




















