Un boato sordo e violento ha squarciato il silenzio della notte a Tor Bella Monaca tra domenica 23 e lunedì 24 agosto, dove un’esplosione ha devastato il cancello di un condominio. L’inquietante episodio è avvenuto in via Grottaglie, scatenando un allarme sommerso su cui la Procura di Roma ha immediatamente aperto un’indagine per fare piena luce.
L’esplosione terrorizza il quartiere ma nessuno chiama il 112: indagini per capire se la bomba possa rappresentare un chiaro avvertimento mirato
Un episodio di estrema gravità ha scosso il quadrante di Tor Bella Monaca, gettando una nuova e pesante ombra sulla sicurezza del quartiere. La notte del 24, dopo la mezzanotte, la quiete notturna è stata improvvisamente spezzata da un’esplosione spaventosa, verificatasi davanti all’ingresso di una palazzina residenziale.
L’ordigno, un grosso e potente petardo riconducibile a una bomba carta, è stato fatto deflagrare a ridosso del civico 46 di via Grottaglie.
La potenza dell’impatto e la violenza dell’onda d’urto hanno provocato danni evidenti al cancello di accesso dello stabile, danneggiando la struttura ed evidenziando la matrice intimidatoria e deliberata dell’azione criminale. Il forte boato si è sentito nettamente a grande distanza, seminando apprensione tra le palazzine limitrofe durante le ore più profonde della notte.
Il silenzio inspiegabile e la segnalazione tardiva ai Carabinieri
Ad aggiungere un elemento di grande inquietudine a tutta la vicenda è stata la reazione, o meglio l’assenza di reazione, registrata nell’imminenza dei fatti. Nonostante la violenza della deflagrazione, nell’immediatezza dell’evento nessuno dei residenti dello stabile o dei vicini di casa ha contattato il numero unico di emergenza 112 per richiedere l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine.
La segnalazione dell’accaduto è arrivata soltanto nel pomeriggio del giorno successivo, quando un uomo residente nel condominio interessato, si è presentato spontaneamente presso la Stazione dei Carabinieri di Roma Tor Bella Monaca per denunciare il fatto.
Sentiti nel dettaglio dai militari per cercare di ricostruire il contesto dell’episodio, gli abitanti dell’immobile non avrebbero espresso sospetti specifici.
I rilievi scientifici e l’ombra dei pregiudicati nel palazzo
Le indagini condotte dai Carabinieri, sono scattate immediatamente e proseguono senza sosta a 360 gradi. Gli investigatori si sono recati sul posto al civico 46, per eseguire i rilievi tecnici di rito, repertando e ponendo sotto sequestro tutti i residui del materiale esplosivo rimasti sull’asfalto per analizzarne la composizione chimica.
Al contempo, le attenzioni delle forze dell’ordine si stanno concentrando su una meticolosa mappatura degli inquilini dello stabile: si valuta infatti attentamente l’eventuale presenza di soggetti con precedenti penali all’interno della palazzina, per capire se la bomba possa rappresentare un chiaro avvertimento mirato.
Le attività d’indagine, dirette e coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, vedono gli investigatori impegnati anche nell’acquisizione delle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private della zona, fondamentali per identificare la traiettoria e la probabile via di fuga imboccata dai responsabili subito dopo l’esplosione.




















