Colonia di vespe orientalis resiste al veleno: 90enne di Roma assalita finisce al pronto soccorso 

Terrore di notte in un appartamento dove lo spray è stato insufficiente per il nido di vespe orientalis, nascosto tra i tubi: "Inseguita fin dentro la stanza da letto"

Una donna di 90 anni ha vissuto un incubo all’alba nella propria abitazione nel quadrante est di Roma, dove è stata inseguita e punta dalle vespe orientalis, che all’interno del suo appartamento, si erano riprodotte creando una colonia nascosta. L’anziana è stata soccorsa finendo sotto cure mediche, per l’assalto dopo il fallimento dei primi interventi con insetticidi.

Terrore di notte in un appartamento dove lo spray è stato insufficiente per il nido di vespe orientalis, nascosto tra i tubi: “Inseguita fin dentro la stanza da letto”

La tranquillità domestica nella casa della 90enne, è svanita improvvisamente alle 5,00 del mattino, quando nell’oscurità la donna si è recata in cucina per bere un semplice bicchiere d’acqua. In quel momento è scattato l’attacco: l’anziana è stata colpita da una puntura di una violenza inaudita direttamente sulla schiena.

Come raccontato dalla figlia, il dolore è stato talmente improvviso e acuto che la donna stava quasi per far cadere a terra il bicchiere pieno d’acqua. Sopraffatta dal dolore e disorientata, la 90enne si è resa conto di quanto stesse accadendo e ha cercato immediata salvezza tentando di rifugiarsi nella stanza da letto.

L’inseguimento e la seconda puntura nella stanza

La fuga non è bastata a mettere al sicuro l’anziana. Una seconda vespa orientalis l’ha inseguita nel corridoio ed è riuscita a raggiungerla all’interno della camera. Qui la sfortunata protagonista è stata raggiunta e punta nuovamente, questa volta a un piede.

Trovando una forza inaspettata spinta dal panico, la donna ha agito sulle tende dove l’insetto si era momentaneamente posato, riuscendo a farlo uscire dalla finestra. Subito dopo ha provveduto a sbarrare qualsiasi apertura dell’abitazione.

“Mia sorella l’ha dovuta portare dai medici, era visibilmente traumatizzata con la schiena e il piede completamente gonfi”, ha rivelato la figlia a mente fredda, descrivendo le ore successive al trauma e il ricorso alle cure sanitarie.

Il fallimento dei primi soccorsi e l’efficacia del veleno

Tuttavia il pericolo non si era allontanato. Allertati verso le 11,00, i Vigili del Fuoco sono giunti sul posto e hanno tentato di bonificare l’area spruzzando prodotti e spray insetticidi lungo le fessure. L’intervento iniziale però, non ha purtroppo risolto l’emergenza: la colonia ha opposto una resistenza insospettabile e il veleno non è riuscito a scardinare il cuore del favo.

“La regina era viva e la colonia era quasi tutta integra, sono morti solo alcuni soggetti e qualche larva”, ha spiegato l’esperto etologo Andrea Lunerti una volta giunto sul posto ed esaminato l’edificio.

Il nido si trovava infatti posizionato molto in alto, al di sopra del cassettone della serranda e incastrato in un’intercapedine tra i tubi del muro. Per questo motivo, la sostanza chimica nebulizzata a distanza aveva colpito soltanto marginalmente la struttura.

Le trappole letali negli impianti di casa e la risoluzione

Nel mostrare l’enorme favo rimosso ed pieno di larve ancora intatte, Lunerti ha messo in guardia sulla pericolosità di spruzzare sostanze chimiche alla cieca nei buchi o sulle saracinesche. Quando il veleno non penetra direttamente nel nido, le vespe spaventate e intrappolate si agitano alla ricerca di una via di fuga alternativa.

Per sopravvivere, possono percorrere i tubi corrugati e i canali dei cavi elettrici, finendo per sbucciare fuori dagli zoccoli o dalle prese direttamente dentro le stanze da letto o in cucina, pronte a estroflettere il pungiglione e attaccare chiunque le disturbi.

Solo tramite un’operazione mirata, condotta con tuta speciale di protezione e rimozione manuale del cassettone, l’esperto è riuscito a sradicare la regina e l’intera colonia, restituendo la casa in sicurezza all’anziana e alla sua famiglia.