Quasi sei miglia nautiche, bracciata dopo bracciata, per trasformare una sfida sportiva in un messaggio rivolto a cittadini e istituzioni. È questa l’idea alla base della traversata compiuta da Umberto Gatti, ex pallanotista e appassionato di vela e surf, che ha raggiunto a nuoto la storica fortezza sul mare.
A bordo di un gommone, per garantire assistenza durante il percorso, c’era l’amico Alfredo Chirichilli. L’impresa ha ottenuto una significativa risposta sui social, con numerose condivisioni e commenti.
Il significato della traversata va però oltre lo sport. La fatica fisica è diventata uno strumento per richiamare l’attenzione sulle condizioni del monumento, soprattutto dopo il recente cedimento di una parte della parete rivolta verso il mare.
Chi è Umberto Gatti e perché ha scelto di nuotare fino alla fortezza
Umberto Gatti è un ex pallanotista, con una lunga passione per le attività legate al mare, tra cui vela e surf. Non è un rappresentante delle istituzioni né un tecnico incaricato della conservazione del monumento. Il suo ruolo in questa vicenda è quello di cittadino e sportivo che ha scelto di utilizzare una propria capacità personale per attirare l’attenzione su un problema del territorio.
La traversata è nata proprio da questa volontà. Gatti ha deciso di affrontare a nuoto il percorso da Nettuno alla fortezza per trasformare un’esperienza individuale in un gesto simbolico dedicato alla salvaguardia del sito.
Il collegamento con la vicenda è quindi diretto ma soprattutto civile: Gatti non interviene sui lavori e non decide sulle opere di restauro, ma attraverso la sua iniziativa ha contribuito a riportare il tema nel dibattito pubblico.
La risposta ricevuta sui social ha confermato, secondo il protagonista, che esiste una forte sensibilità nei confronti del futuro del monumento. La sua speranza è che questa attenzione possa tradursi in un progetto concreto.
Un luogo prezioso tra storia e archeologia
Il sito si trova nel territorio di Nettuno, lungo il litorale laziale, e rappresenta uno dei luoghi più suggestivi della costa. La fortezza medievale sorge sui resti di un importante insediamento di epoca romana, caratterizzato dalla presenza di una villa marittima e di strutture legate all’allevamento dei pesci.
È proprio questa sovrapposizione di epoche a rendere il complesso particolarmente prezioso. Storia romana, architettura medievale, archeologia e paesaggio convivono nello stesso spazio.
Oggi, però, il passare del tempo e l’azione degli agenti atmosferici rappresentano una minaccia. Mareggiate, vento e intemperie sottopongono la struttura a una pressione continua e il recente cedimento della parete esterna ha aumentato le preoccupazioni.
Gatti immagina un futuro diverso. Non soltanto interventi di consolidamento, ma un vero progetto culturale capace di raccontare la storia del luogo attraverso reperti, immagini, ricostruzioni, filmati e strumenti di realtà virtuale.
L’obiettivo sarebbe creare un percorso capace di spiegare ai visitatori la storia dell’area, il ruolo delle peschiere romane e le trasformazioni del territorio nel corso dei secoli.
Il problema, però, è trasformare le idee in un progetto concreto. La situazione amministrativa è complessa perché l’area ricade all’interno di un poligono militare, mentre gli interventi sulla struttura storica coinvolgono la Soprintendenza e il Ministero della Difesa.
Il Comune di Nettuno, pur non avendo competenza diretta sulla torre, ha spiegato di avere sollecitato un intervento. Dopo il cedimento, la Soprintendenza ha inoltre effettuato un sopralluogo per verificare le condizioni della struttura.
Nel frattempo, nelle vicinanze, sono stati completati con fondi Pnrr i lavori di consolidamento del vecchio acquedotto romano. Un intervento importante, ma secondo l’associazione Salviamo Torre Astura sarebbe necessario affiancarlo a un progetto specifico per la fortezza.
Anche il FAI, attraverso l’iniziativa dei Luoghi del Cuore, contribuisce a mantenere alta l’attenzione sui beni italiani che necessitano di protezione.




















