Quei cespugli alti due metri che impediscono la visuale ai pedoni in attraversamento e agli automobilisti in transito non sembrano avere un ruolo secondario nella dinamica del grave incidente nel quale ieri sera, martedì 18 agosto, ha perso la vita un pedone ed è rimasta gravemente ferita la figlia.
Nel tragico incidente che ha visto la morte di un pedone e il ferimento grave della figlia oltre all’alta velocità dell’auto investitrice c’è un fattore letale: la visuale è ostacolata da cespugli alti due metri
Si tratta dei cespugli che si trovano sullo spartitraffico che da piazzale Magellano fino alla Rotonda Cristoforo Colombo dividono i due sensi di marcia del lungomare. Chi ha assistito all’incidente mortale ha avuto subito l’impressione che, oltre all’alta velocità dell’automobilista che ha travolto la famiglia che camminava sulle strisce pedonali, anche quelle piante fitte e alte olte due metri abbiano una qualche responsabilità.
La dinamica dell’incidente
Secondo una prima ricostruzione, la famiglia, composta da padre, madre e figlia, cliente dello stabilimento balneare “Il Delfino” ieri sera aveva cenato nel ristorante di quello stabilimento balneare. Finito il pasto, nel fare rientro verso casa, i tre hanno attraversato il lungomare sulle strisce pedonali che si trovano proprio di fronte al locale. Superata la corsia lato mare, i pedoni si sono fermati al centro della carreggiata per superare il senso di marcia opposto. In quel punto la visuale è completamente ostacolata da cespugli alti non meno di due metri. Così, appena si sono sporti per assicurarsi che la strada fosse libera, i tre sono stati investiti dall’Audi A3 che procedeva ad alta velocità.
Il più anziano dei pedoni, il papà di 91 anni, è stato preso in pieno e sbalzato a non meno di dieci metri di distanza dal punto d’impatto, finendo sulla corsia lato mare. E’ morto sul colpo. La figlia è stata investita e ha riportato gravi fratture. Salva la terza perdona, la moglie della vittima.

La manutenzione dello spartitraffico
Se l’alta velocità dell’auto sarà provata, l’investitore rischia il processo per omicidio stradale. E non vogliamo qui attenuare eventuali imprudenze o infrazioni. E’ un dato di fatto, però, che da sempre la manutenzione dello spartitraffico del lungomare lascia a desiderare. Le piante che vi sono piantate, crescono alte e fitte, costituendo un ostacolo alla visuale. Addirittura, l’amministrazione è stata costretta a distaccare l’impianto di irrigazione con l’acqua che allagava la carreggiata in seguito ad alcuni incidenti motociclistici. In molti, troppi, considerano attraversare il lungomare in quelle condizioni come una roulette russa.



















