Nel cuore del borgo storico di Ciciliano, torna la tradizione della Notte della Panarda, dove il tempo sembra fermarsi, tra il rullare dei tamburi, il bagliore del fuoco e lo sventolio dei vessilli, per regalare un’atmosfera suggestiva ed emozionante, arricchita dai sapori antichi serviti nelle tradizionali stoviglie in coccio artigianali.
Un salto indietro nel tempo fino al Seicento tra l’antica minestra di fave, lo sventolio di vessilli e la premiazione notturna sul sagrato della chiesa: tutto il programma della Notte della Panarda
Il prossimo 19 agosto 2026 Ciciliano si prepara ad accogliere la ventesima edizione della Notte della Panarda, una rievocazione storica e gastronomica in costume di straordinario fascino che prenderà il via dalle ore 17.00 per proseguire sino a notte inoltrata. Il borgo in provincia di Roma verrà pervaso da un’atmosfera unica, dove la luce delle fiamme e il ritmo incalzante dei tamburi accompagneranno i visitatori attraverso le vie del centro antico.
Lungo le strade e le piazze allestite a festa sarà possibile degustare la cena medievale e i piatti tipici della cucina locale, realizzati secondo ricette tradizionali la cui origine si perde nella notte dei tempi. Una delle particolarità più apprezzate dai partecipanti è rappresentata dal servizio delle pietanze all’interno delle celebri ciotole in terracotta artigianali: queste caratteristiche stoviglie in coccio, dopo l’assaggio, potranno essere conservate e portate a casa come prezioso ricordo di una serata speciale.
Ad arricchire la manifestazione contribuisce una folta cornice di spettacoli dal vivo completamente gratuiti e fruibili da tutto il pubblico presente. Lungo i vicoli e nei punti più suggestivi del paese si susseguiranno le coinvolgenti esibizioni delle Sbandieratrici e dei Musici di Ciciliano, accompagnate dalle abilità degli arcieri, dalle dimostrazioni dei falconieri, dalle melodie dei menestrelli, dall’imponenza dei trampolieri e dai giochi acrobatici dei mangiafuoco.
Il tutto sarà reso ancora più prezioso dalla presenza del corteo storico, composto da svariati figuranti in eleganti abiti d’epoca che animeranno il cuore del paese tra vessilli sventolanti e richiami ad una nobile corte, sotto il patrocinio e con il contributo della Regione Lazio.
Alle radici della tradizione tra miracoli, devozione e ribellione popolare
L’origine della Panarda affonda le sue radici in un tessuto sociale e religioso arcaico, richiamando il concetto di agape e di abbondanza, termine da cui deriverebbe etimologicamente l’appellativo stesso della festa. Un documento storico risalente al 1657 testimonia che Pietro Paolo Serafini era solito distribuire una minestra di fave per tenere fede a un solenne voto fatto a Sant’Antonio Abate da un suo antenato.
La leggenda narra che, in un’epoca ancora precedente, una donna della famiglia Serafini lasciò in custodia la propria bambina in fasce nella culla per andare ad attingere l’acqua alla fontana del paese. Sulla via del ritorno la madre si imbatté con terrore in un lupo che portava tra le fauci la piccola. In preda alla disperazione, la donna invocò con fervore l’intercessione di Sant’Antonio e l’animale, miracolosamente, aprì la bocca lasciando la bimba del tutto incolume.
Per gratitudine la famiglia promise di offrire cibo gratuito e collettivo alla comunità nell’anniversario dell’evento miracoloso. A questa profonda devozione si intreccia un secondo episodio storico di grande rilevanza: nel 1581, durante una visita apostolica a Ciciliano, il delegato del vescovo Annibale Grassi giudicò scandaloso e troppo profano il banchetto festivo organizzato dalla confraternita del Santissimo Sacramento per il 15 agosto in onore della Madonna Assunta, decidendo di vietarlo categoricamente.
Gli abitanti del borgo, fortemente legati alle proprie usanze, rifiutarono tuttavia di sottostare all’imposizione ecclesiastica e continuarono ad allestire la Panarda. Da quel momento la consuetudine si trasformò anche in un simbolo di sfida e resistenza popolare, trasferendosi nelle dimore private dove le massaie continuano ancora oggi a preparare abbondanti varietà di cibi in occasione delle festività d’agosto.
Il programma del 19 agosto e la competizione tra i rioni del borgo
Il momento clou della Notte della Panarda si svilupperà il 19 agosto attraverso una vera e propria competizione gastronomica e rievocativa che vedrà protagonisti i quattro rioni in cui è suddiviso il paese: Capopiana, Castelluccio, Porta di Sotto e Selciata.
Le contrade si sfideranno lungo le mura del borgo medioevale non soltanto sulla bontà e fedeltà delle ricette proposte, ma anche sull’accuratezza nell’ornare le tavole, sulla presentazione visiva delle pietanze, sull’abbinamento sapiente con il vino locale e sull’eleganza dei costumi storici indossati dai partecipanti.
La grandiosità della sfida si misura nell’impressionante numero delle portate, che in talune occasioni supera persino le cinquanta pietanze, con l’antica usanza che impone ai commensali di consumare ogni vivanda servita. Parallelamente alla sfida culinaria, il pubblico potrà godere gratuitamente per tutta la sera delle performance artistiche itineranti che vedranno alternarsi i Musici, le Sbandieratrici, i falconieri e i mangiafuoco nelle piazze principali.
L’intenso programma della serata troverà il suo culmine di notte sul sagrato della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta in cielo, situata nella centrale piazza Maestra. Lì si svolgerà la solenne cerimonia di premiazione della contrada vincitrice della gara gastronomica, alla quale verrà consegnato il prezioso piatto simbolo della Panarda, un trofeo finemente inciso con le quattro icone dei rioni partecipanti che consacrerà il quartiere vincitore tra gli applausi dell’intera comunità e dei visitatori.
Come arrivare alla Notte della Panarda
Raggiungere Ciciliano dalla Capitale è semplice sia in auto sia con i mezzi pubblici. Per chi viaggia in macchina, la via più rapida prevede di percorrere l’autostrada A24 (Roma-L’Aquila) uscendo al casello di Tivoli oppure a quello di Castel Madama, proseguendo poi lungo la strada provinciale per circa cinquanta minuti complessivi di viaggio.
Per chi invece preferisce la mobilità pubblica, sono attivi i collegamenti autobus della linea Cotral con partenze regolari dal capolinea della stazione Ponte Mammolo (Metropolitana Linea B) di Roma o dalla vicina Tivoli, che conducono comodamente fino al centro del borgo.



















