Un’emergenza legata alla sicurezza investe l’equipaggiamento del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Le maglie ignifughe in dotazione agli operatori mostrano una fragilità estrema, lacerandosi facilmente a contatto con l’acqua o durante il normale lavaggio. Una situazione critica che solleva dubbi sulla tenuta dei dispositivi di protezione individuale.
Bufera sulle divise dei Vigili del Fuoco: Massimiliano Metalli chiede verifiche immediate e la sostituzione di equipaggiamenti ritenuti non idonei al soccorso
Le criticità segnalate in relazione alla qualità e alla resistenza degli indumenti forniti al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, non si limitano più alle sole maglie polo ignifughe operative, riconducibili al Contratto numero 8485 del 1° marzo 2023.
La situazione sta assumendo contorni sempre più preoccupanti, con l’emergere di difetti strutturali su diversi capi di vestiario, destinati al personale che opera quotidianamente in contesti ad alto rischio.
Le polo ignifughe oggetto delle prime proteste hanno evidenziato una resistenza meccanica incredibilmente ridotta. Durante gli interventi o le attività ordinarie, a contatto con l’acqua il tessuto può lacerarsi con estrema facilità, arrivando letteralmente a strapparsi come se fosse carta.
A destare ulteriore allarme sono ora le condizioni di altri capi appartenenti alla medesima fornitura e ad ulteriori voci del capitolato tecnico. Le sotto-combinazioni ignifughe, ovvero le magliette destinate a essere indossate a diretto contatto con la cute del soccorritore, presentano criticità del tutto analoghe se non ancora più serie sotto il profilo della tutela fisica.
I lotti sotto accusa e l’assenza di ritiri generalizzati
Nel mirino sono finite in particolar modo le magliette a maniche corte fornite dalla società LA GRIFFE S.r.l., identificate dal codice Articolo ID00013. Si tratta di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) di II categoria, appartenenti alla taglia M e facenti parte del lotto di produzione datato maggio 2022.
Secondo quanto appreso, tali indumenti mostrerebbero una fragilità tale da danneggiarsi fin dal primo utilizzo. I capi non riescono a garantire un’adeguata resistenza neppure di fronte al normale ciclo di lavaggio, registrando frequenti episodi di lacerazione e rapido deterioramento della trama tessile.
Non si tratta di un banale difetto estetico o di una semplice mancanza di comfort per chi lavora. Le sotto-combinazioni ignifughe rappresentano un elemento essenziale inserito nel sistema integrato di protezione dell’operatore.
Un loro deterioramento precoce o la perdita delle caratteristiche tecniche previste dal prodotto espongono il personale a rischi diretti. Nonostante la gravità delle segnalazioni, le polo e le sotto-combinazioni difettose non risulterebbero ad oggi ritirate e sostituite in via generalizzata tra i reparti operativi.
La ricostruzione della filiera e l’appello per la sicurezza
Per comprendere l’origine della fornitura occorre ricostruire l’iter amministrativo. La procedura di gara per le polo ignifughe venne avviata nel luglio 2022, durante il Governo presieduto da Mario Draghi, quando la delega ai Vigili del Fuoco era attribuita al sottosegretario Carlo Sibilia.
La gara fu successivamente aggiudicata alla società LA GRIFFE S.r.l., sfociando poi nel contratto del marzo 2023. La ricostruzione delle tappe temporali evidenzia la necessità di far luce sull’intera filiera, dalla stesura del capitolato ai controlli di conformità fino alla gestione delle contestazioni.
Sulla vicenda è intervenuto con fermezza Massimiliano Metalli, Responsabile del Dipartimento dei Vigili del Fuoco di Fratelli d’Italia Roma. Metalli ha sottolineato che quando si tratta di equipaggiamenti destinati a chi affronta ogni giorno situazioni di emergenza, la tutela della salute deve prevalere su ogni altra valutazione.
“Ritengo che si dovrebbe verificare la conformità dei materiali, individuare eventuali responsabilità e garantire immediatamente al personale dei Vigili del Fuoco equipaggiamenti di Protezione Individuale realmente idonei al soccorso tecnico urgente”, ha dichiarato Metalli di FdI, chiedendo trasparenza e interventi immediati.



















