(Adnkronos) – Una “figura altamente rappresentativa dello sport italiano”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando Di Livio Berruti ed esprimendo il suo sentimento di cordoglio per la morte.
“Ci ha lasciato un’altra icona del nostro mondo sportivo”. Così il presidente del Coni Luciano Buonfiglio dopo aver appreso la notizia della morte di Livio Berruti. “Nessuno di noi dimenticherà mai la sua vittoria a Roma 1960. Berruti è stato un campione inarrivabile, le cui gesta resteranno nella storia del nostro sport: ha fatto sognare l’Italia e con il suo oro ai Giochi di Roma ci ha reso orgogliosi e fieri della nostra italianità”, ha aggiunto.
Buonfiglio, ha reso noto il Coni, ha disposto le bandiere a mezz’asta nella sede del Foro Italico, dichiarando il lutto per il mondo sportivo e invitando le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva a onorarne la memoria con un minuto di silenzio nelle competizioni dei prossimi giorni.
“Addio a Livio Berruti, campione olimpico dei 200 metri a Roma nel 1960. Primo velocista europeo a trionfare in questa gara. Un mito per quelli della mia generazione. Condoglianze alla moglie Silvia e a tutta la sua famiglia. Che possa riposare in pace”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
“Sono profondamente addolorato per la scomparsa di Livio Berruti. Fu oro olimpico battendo per la prima volta, lui italiano, i campioni americani, e sfiorò il bis con la staffetta. E mi riconosco molto nella sua affascinante falcata da ‘angelo’. La leggerezza di Berruti è un modello per noi velocisti. Dice quanto è bella la nostra specialità e quanta emozione ha potuto trasmettere a milioni di italiani e non solo”. Così in una nota il campione olimpico Marcell Jacobs. “Mi inchino al ricordo della sua grande impresa – ha aggiunto Jacobs – che centrò a soli 21 anni, anche lui come me nelle Fiamme Oro. Gli sono anche grato per le sue parole dopo la mia vittoria a Tokyo: ‘È stata una gara emozionante, mi ha fatto tornare indietro di sessant’anni. Ho trovato un valido erede’. Correrò per lui, a Birmingham”.
“Se ne va un pezzo della storia più bella e più emozionante dell’atletica italiana. Sono personalmente affranto, perché con Livio mi legava un rapporto saldo di amicizia e di rispetto reciproco, nato dalla comune appartenenza allo sport e alimentato negli anni dalla stessa passione e dalla stessa determinazione”. Così il presidente Fidal, Stefano Mei.
“Quando pensiamo a Livio il primo ricordo è Roma 1960. Lo Stadio Olimpico, il pubblico italiano, quella corsa diventata eterna. Berruti che vola sui 200 metri e taglia il traguardo da campione olimpico. Quel giorno cambiò la storia dell’atletica italiana. Fu il primo azzurro – ricorda Mei – capace di rompere il tabù della velocità alle Olimpiadi, dimostrando che anche un ragazzo italiano poteva salire sul gradino più alto del podio nello sprint mondiale. E lo fece in casa sua, davanti a un Paese intero che si innamorò di lui. Quella vittoria – ha proseguito il presidente Fidal – appartiene alla nostra memoria collettiva e soprattutto a quei bambini e quei ragazzi che, vedendo Livio correre, hanno pensato per la prima volta che anche loro potessero sognare. È stato un modello per generazioni di giovani. Ha saputo rappresentare al meglio l’Italia e l’atletica, dentro e fuori dalla pista”.
“A nome mio, del Consiglio federale e di tutta l’Atletica Italiana mi stringo alla famiglia di Livio e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Quando mancano poche ore all’inizio degli Europei di Birmingham – ha concluso Mei – ho chiesto alla European Athletics che la Nazionale italiana possa gareggiare con un segno di lutto sulla maglia nella prima giornata di competizioni”.
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