Droga nella casa popolare occupata: tre arresti a Monterotondo

Casa popolare occupata trasformata in centro spaccio: arrestati tre ventenni (e denunciata una 16enne)

Carabinieri durante una perquisizione

Una casa popolare occupata abusivamente e trasformata in un vero e proprio “fortino” per il confezionamento e lo spaccio di droga. È quanto hanno scoperto i Carabinieri a Monterotondo, alle porte di Roma, nel corso di un’operazione che ha portato all’arresto di tre giovani tra i 19 e i 21 anni e alla denuncia di una ragazza di soli 16 anni.

Casa popolare occupata trasformata in centro spaccio: arrestati tre ventenni (e denunciata una 16enne)

Il blitz è scattato nella serata di domenica 2 agosto, a seguito di un’attenta attività di indagine. I militari della Compagnia di Monterotondo — supportati dai paracadutisti del Tuscania e dalle unità cinofile — hanno cinturato la palazzina in via Monte Cristallo, nella zona dello Scalo.

L’irruzione è avvenuta con tempismo perfetto: i Carabinieri hanno intercettato uno dei giovani (un 21enne con precedenti specifici risalenti al 2025) proprio mentre usciva dalla porta, impedendogli di richiuderla e guadagnando così l’accesso all’appartamento. All’interno, seduti sul letto della camera, c’erano gli altri complici.

Il tesoretto della droga: oltre 6mila dosi nel frigo e nell’armadio

Di fronte all’evidenza, i giovani hanno collaborato coi militari, indicando i nascondigli dello stupefacente sparsi per la casa. Il bilancio della perquisizione ha rivelato un vasto inventario dello spaccio.

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Arresti dei carabinieri

Un chilo di marijuana era nascosto nell’armadio della camera da letto. Dalle analisi è emerso un principio attivo (THC) purissimo, sufficiente per ricavare ben 6.186 dosi singole. Oltre mezzo chilo di hashish (560 grammi) invece era conservato all’interno del frigorifero in cucina. Quranta grammi di cocaina (pari a 88 dosi) sono stati recuperati tra un pacchetto di sigarette in un mobile e sulla scrivania, dove si trovava anche la postazione per il taglio e il confezionamento (con mannitolo, bustine e due bilancini di precisione).

I carabinieri hanno sequestrato anche oltre 1600 euro, in banconote di piccolo taglio, custoditi in un marsupio e ritenuti provento dello spaccio. E una pistola scacciacani sprovvista del tappo rosso obbligatorio.

Le decisioni del Gip: niente braccialetto elettronico

Nella giornata di martedì 4 agosto, la Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Tivoli, Rosamaria Mesiti, ha convalidato gli arresti dei tre giovani. Tuttavia, la Gip non ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero, Roberto Bulgarini Nomi, che aveva chiesto per tutti la misura degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

Accogliendo le istanze dei difensori, il Tribunale ha disposto misure più lievi. Per il 19enne di origini romene, assistito dall’avvocato Gian Maria Nicotera, e per uno dei 21enni (italiano) è scattata l’immediata liberazione con l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria dal lunedì al venerdì. Per il secondo 21enne (italiano e residente proprio a Monterotondo), è stato disposto il ritorno in libertà accompagnato dal divieto di dimora nel comune eretino.