Tragedia sfiorata nel campo di Spin Time: bimbo soccorso in codice rosso per una grave crisi respiratoria

Atto d'accusa da parte di cittadini e volontari attivi nelle emergenze "Nonostante la solidarietà di attori e cantanti, centinaia di famiglie e minori di Spin time in condizioni inaccettabili"

«Quanto si temeva da giorni oggi è accaduto». Il grido d’allarme arriva dritto sui social da un gruppo di volontari che da anni affrontano le emergenze umanitarie internazionali, indignati di fronte alla drammatica permanenza di centinaia di persone in strada a Roma. La morsa del caldo torrido e l’assenza di soluzioni abitative adeguate dopo il rogo dello Spin Time hanno provocato il ricovero d’urgenza in codice rosso di un bambino di appena un anno e mezzo

Atto d’accusa da parte di cittadini e volontari attivi nelle emergenze “Nonostante la solidarietà di attori e cantanti, centinaia di famiglie e minori di Spin time in condizioni inaccettabili”

La situazione all’esterno dell’immobile di via Santa Croce in Gerusalemme ha superato ogni limite di tollerabilità umana, culminando in un evento che i soccorritori temevano fin dal primo giorno dello sgombero forzato.

Un bambino di appena un anno e mezzo appartenente alla comunità dello Spin Time, è stato colpito da una grave crisi respiratoria causata direttamente dalle temperature soffocanti e dalle condizioni igienico-sanitarie estremamente precarie in cui versa il presidio.

L’intervento tempestivo dei soccorritori ha evitato il peggio, permettendo il trasporto d’urgenza in codice rosso del piccolo presso il Policlinico. Sebbene le condizioni cliniche del minore siano fortunatamente migliorate dopo le prime cure ospedaliere, l’episodio ha fatto esplodere la rabbia di chi assiste da giorni alla situazione che si è creata in  via di Santa Croce in Gerusalemme.

La denuncia sollevata sui social da alcun volontari attivi da anni nelle missioni umanitarie è netta e senza appello: quanto accaduto non deve ripetersi mai più, pretendendo risposte immediate da parte delle autorità competenti per tutelare la vita dei 90 minori accampati sull’asfalto.

La protesta dei volontari contro l’immobilismo istituzionale

Dietro le tendate allestite sulla carreggiata e gli sforzi encomiabili della macchina della solidarietà, che vede la mobilitazione costante di medici, protezione civile e semplici cittadini, si consuma un dramma sociale.

Volontari ed operatori di lungo corso, puntano il dito contro una gestione istituzionale giudicata inadeguata e tardiva, incapace di offrire un tetto sicuro, alternativo alle centinaia di sfollati rimasti senza un rifugio.

Nonostante l’attenzione mediatica e le iniziative di solidarietà promosse da volti noti dello spettacolo, degli ambienti artistici e musicali per rendere meno inaccettabile questa condizione, incredibilmente esortata a resistere, la realtà quotidiana fatta di asfalto rovente e tende, continua a rappresentare un pericolo costante per la salute pubblica.

“Le promesse a lungo termine avanzate dai tavoli istituzionali e dal Campidoglio, suonano come risposte vaghe e distanti di fronte all’urgenza sanitaria di un bambino intossicato dall’afa e costretto a dormire all’aperto” – in una nota social.

Il dramma dei minori e la fragilità del campo improvvisato

La baraccopoli sorta sulla strada a seguito del sequestro giudiziario della palazzina di dieci piani continua a ospitare circa centocinquanta famiglie, per un totale di oltre 400 persone, tra cui figurano 90 minori e neonati costretti a subire le conseguenze igieniche e climatiche di un blocco che non accenna a sbloccarsi.

Nonostante l’attivazione di presidi sanitari fissi da parte della Asl Roma 1 e l’installazione di bagni chimici o piccole piscine gonfiabili per dare sollievo ai più piccoli, la calura estiva non dà tregua e trasforma ogni ora trascorsa sulla strada in un test di sopravvivenza. Serve un cambio di passo radicale che tolga urgentemente bambini e anziani dall’asfalto prima che si verifichino delle tragedie.

La presa di posizione ufficiale di Spin Time Labs

Nella giornata di oggi, 4 agosto, a seguito del malore e del trasporto d’urgenza al Policlinico, Spin Time Labs ha diffuso una nota ufficiale perentoria per denunciare l’accaduto: «Un bambino di un anno e mezzo della nostra comunità trasportato in codice rosso per crisi respiratoria. Basta, deve essere l’ultimo».

Un duro atto d’accusa sull’inerzia delle risposte abitative: «Sono giorni che denunciamo la situazione in cui vivono i minori per strada, con il caldo insopportabile e condizioni sanitarie precarie. La città, le associazioni, la protezione civile, i medici e il Comune stanno mostrando vicinanza ma non c’è più tempo».