Un “prete matto, borderline”, come amava definirsi lui stesso con tagliente autoironia, ma soprattutto un visionario dell’accoglienza. All’età di 96 anni si è spento a Milano don Antonio Mazzi, fondatore e anima della Fondazione Exodus. Il sacerdote è deceduto oggi, 31 luglio, alle ore 17.00, circondato fino all’ultimo momento dall’affetto dei suoi ragazzi e degli educatori che per decenni ne hanno condiviso la trincea quotidiana contro il disagio giovanile.
Addio a don Antonio Mazzi: il fondatore di Exodus si è spento a 96 anni. Il dolore di Renato Zero e il ricordo di Al Bano: “Un uomo in odore di santità”. Proclamato il lutto cittadino

La notizia ha suscitato profonda commozione in tutta Italia. Tra i primi messaggi di cordoglio spicca quello di Renato Zero, legato a don Mazzi da un lungo sodalizio umano e di solidarietà: “Don Antonio Mazzi ha intrapreso il suo Viaggio Celeste verso la nuova vita. Lui che di vite ne ha salvate tante. Lui che ha ridato alla speranza il suo giusto valore.
Tutte le volte che ho bussato alla sua porta si è sempre prodigato per offrire la sua ospitalità e sostegno a quei giovani che io gli segnalai. Grazie Antonio per la tua costante presenza. Per la tua dolcezza. Per essere stato un faro infallibile nelle notti del disagio e della sofferenza. Che il Signore ti riservi un posto speciale accanto a lui. Dal tuo Renato con amore!”.
Il ricordo di Al Bano: “Un uomo in odore di santità”
Ai tanti attestati di stima si aggiunge anche il ricordo commosso di Al Bano, che all’Adnkronos ha tracciato un ritratto intimo del sacerdote: “A me è sempre piaciuto ciò che don Mazzi ha fatto, è stato un uomo in odore di santità, se mi è concesso. Ha dato la sua vita agli altri, ai disperati, a coloro che avevano bisogno di umanità e lui la donava. L’ultima volta che l’ho sentito è stato per il suo compleanno e l’ho trovato bene, in forma, gasato come sempre. Era il solito don Mazzi”.
Quarant’anni sulla strada: la lezione di un sacerdote controcorrente
Presenza vulcanica, linguaggio schietto e allergico ai formalismi, don Antonio Mazzi ha rivoluzionato il modo di intendere l’assistenza alle fragilità. Attraverso Exodus, per oltre quarant’anni ha trasformato la strada in un cantiere di riscatto per migliaia di giovani ai margini e per le loro famiglie, estendendo la sua opera anche all’estero con associazioni e cooperative.
“Ci ha lasciati un padre, un uomo unico” — il ricordo di Franco Taverna, vicepresidente della Fondazione. “Non si è mai stancato di lottare per restituire il futuro ai giovani. Amava ripetere che non era stato lui a salvare i ragazzi, ma che erano stati proprio i ‘suoi ragazzi difficili’ a salvare lui. Non lo piangiamo con rassegnazione, ma faremo festa per lui, continuando la sua missione con quella sana follia che ci ha trasmesso”.
I funerali e il lutto cittadino
Il sindaco Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino per lunedì 3 agosto, giorno in cui verrà dato l’ultimo saluto al sacerdote. I funerali saranno celebrati lunedì 3 agosto, ore 15:00, presso la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano. In segno di ricordo e rispetto bandiere civiche esposte a mezz’asta in tutte le sedi comunali.
L’abbraccio della Tv: le parole di Mara Venier e Lino Banfi
Anche il mondo dello spettacolo e della televisione si stringe attorno alla memoria di un prete capace di bucare lo schermo con la sua autenticità. Don Mazzi era stato una presenza fissa a Domenica in, in particolare nello storico ciclo 1994/1995, ed era poi tornato più volte come ospite nei programmi di Mara Venier.
La conduttrice lo ha ricordato su Instagram condividendo uno scatto che li ritrae abbracciati: “Oggi perdo il mio secondo padre, sei stato un ‘prete da marciapiede’ che ha donato amore a tutti”.
Toccante anche l’omaggio di Lino Banfi, che ha voluto sottolinearne la straordinaria attitudine all’altruismo: “Era una persona stupenda, ha aiutato molta gente, soprattutto i ragazzi in difficoltà. Don Mazzi è stato uno dei pochi — qualcuno in Italia c’è ancora — che pensano prima agli altri, all’altruismo, e poi a sé stessi, all’egoismo. Ma per loro l’altruismo conta di più. Speriamo che le persone possano ricordarli prendendo esempio”.


















