A Roma Sud la paura dei roghi tossici e la rabbia dei cittadini sfociano in un’azione formale. Il Comitato di Quartiere EUR Papillo – Acqua Acetosa Ostiense ha presentato un durissimo esposto alle istituzioni dopo tre giorni consecutivi di incendi devastanti, nebbie maleodoranti e il fondato timore di rifiuti speciali interrati alle porte della Laurentina.
Nausea, mal di testa e una cappa densa ogni mattina a causa dei righi: “L’aria è irrespirabile già all’alba. Sembra una nuova terra dei fuochi”
Il quadrante compreso tra EUR Papillo e Colle Parnaso, unificato da un medesimo tessuto urbano e stradale ma tagliato a metà da Via dell’Acqua Acetosa Ostiense all’interno della zona denominata Fonte Ostiense (Zona XXIV) nel Municipio IX, è precipitato in uno stato di costante allarme.
A fronte dei devastanti incendi che hanno flagellato l’area a partire dal ventisei luglio, arrivando a sfiorare pericolosamente le abitazioni private, il Comitato di Quartiere guidato dai soci fondatori e dalla referente Ida Salsone ha depositato un esposto formale indirizzato al Municipio IX e alle principali amministrazioni territoriali.
L’iniziativa nasce dalla necessità impellente di fare immediata luce sulle cause che hanno permesso alle fiamme di propagarsi con incredibile rapidità verso i complessi residenziali, chiedendo contestualmente un piano d’azione preventivo e rigoroso per evitare che il territorio diventi teatro di nuovi disastri.
Le famiglie locali vivono infatti con il terrore latente che altre aree incolte della zona possano trasformarsi da un momento all’altro in trappole di fuoco, spinte dall’assenza di interventi sistematici di manutenzione della vegetazione e dallo sfalcio insufficiente delle sterpaglie.
L’antefatto dei roghi e il sospetto dei rifiuti interrati
La sequenza degli eventi ha avuto inizio durante il fine settimana del venticinque e ventisei luglio, quando un imponente rogo si è sviluppato nei pressi dell’intersezione tra la Via Laurentina e il Grande Raccordo Anulare, avvolgendo le sterpaglie e persino le strutture esterne di una nota attività di ristorazione a Vallerano.
La situazione è drammaticamente peggiorata nei giorni successivi, quando ulteriori focolai hanno aggredito porzioni di terreno limitrofe. Tra le sterpaglie bruciate sono emersi cumuli di spazzatura e pneumatici dismessi, elemento che alimenta il gravissimo sospetto della presenza di ingenti quantitativi di rifiuti speciali interrati nel sottosuolo.
Con il passare delle ore, l’inquinamento atmosferico si è manifestato in tutta la sua drammaticità: ogni mattina, verso le cinque, una coltre densa e nauseabonda si è posata sui quartieri limitrofi, provocando tra gli abitanti acuti episodi di mal di testa, irritazione alle vie respiratorie e forte senso di nausea. La sensazione diffusa, denunciata a gran voce sui canali digitali dalle comunità locali, è quella di vivere in una vera e propria Terra dei Fuochi capitolina, soffocata dal silenzio e dalle incertezze circa la natura dei materiali andati in combustione.
Le richieste di bonifica, le analisi ARPA e la tutela della salute pubblica
Di fronte a uno scenario di palese emergenza sanitaria e ambientale, la risposta istituzionale ha visto l’attivazione dell’ARPA Lazio, che ha posizionato un campionatore per il monitoraggio della qualità dell’aria nella zona di Vallerano per analizzare la concentrazione di inquinanti complessi come diossine e idrocarburi.
In parallelo, Roma Capitale e la Protezione Civile hanno diramato un’allerta cautelativa per i residenti di Vallerano, Castel di Leva, Spinaceto e Torrino, raccomandando di mantenere sbarrate le finestre, evitare di trattenersi all’aperto e lavare accuratamente gli ortaggi coltivati in loco.
Tuttavia, per il Comitato di Quartiere EUR Papillo queste misure d’emergenza non sono sufficienti. L’esposto esige risposte trasparenti e immediate sugli esiti dei campionamenti ambientali, sollecitando la verifica straordinaria della rete degli idranti di zona, apparsa inefficace durante l’attacco delle fiamme, e l’avvio indifferibile di una bonifica profonda di tutti i terreni abbandonati.
La priorità assoluta rimane lo sfalcio preventivo delle sterpaglie e la bonifica strutturale delle discariche abusive nascoste, affinché il diritto alla salute e alla sicurezza dei cittadini venga finalmente garantito e protetto da futuri disastri ecologici.
La denuncia del CdQ Tor de’ Cenci – Spinaceto – Tre Pini – Castel di Decima
Alla protesta dell’EUR Papillo si affianca la durissima nota diffusa dal Comitato di Quartiere Tor de’ Cenci – Spinaceto – Tre Pini – Castel di Decima.
I residenti denunciano il silenzio del Municipio IX di fronte a un rogo che continua a bruciare silenziosamente rifiuti sotterrati. Mentre l’ARPA Lazio esegue delicate misurazioni sulla presenza di sostanze altamente tossiche come diossine, IPA e PCB, l’odore acre continua a invadere le abitazioni. “Una grave mancanza di comunicazione istituzionale che lascia la cittadinanza priva di notizie certe sui reali rischi per la salute pubblica” – dichiara il CdQ.


















