Marco Perissa: “Ecco le occupazioni di Roma dove le bollette sono a carico del Campidoglio”

Il deputato Perissa riaccende il faro sulle bollette degli immobili occupati. “Almeno 15 strutture abusive avrebbero i contatori intestati a Roma Capitale”

Marco Perissa

Le bollette della Vittorio Emanuele, ma non solo. Come funziona davvero la gestione degli immobili occupati a scopo abitativo e dei centri sociali nella Capitale? E chi paga la corrente consumata? La questione torna al centro del dibattito politico cittadino dopo il caso della ex colonia Vittorio Emanuele di Ostia, dove in sei anni Roma Capitale – e di conseguenza i cittadini romani – avrebbero saldato bollette per circa mezzo milione di euro.

Il deputato Perissa riaccende il faro sulle bollette degli immobili occupati. “Almeno 15 strutture abusive avrebbero i contatori intestati a Roma Capitale”

Un episodio isolato o la spia di un sistema ben radicato sul territorio? A sollevare il tema è Marco Perissa, deputato alla Camera e coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia a Roma.

Oltre 60 immobili occupati: la mappa dei contatori comunali

A Roma si contano attualmente più di 60 occupazioni abusive, con situazioni che si trascinano da oltre venti o trent’anni. Dalle verifiche condotte Perissa ritiene che “in almeno 15 strutture occupate illegalmente le utenze risultano intestate direttamente all’amministrazione capitolina“.

Tra gli esempi emblematici citati dal deputato l‘ex Cinodromo (Centro Sociale Acrobax) occupato dal 2002, “l’immobile dispone di un contatore elettrico da 165 kilowatt con utenza intestata al Comune“, precisa il deputato.

Per continuare l’immobile di via Erminio Spalla, una ex struttura ad uso uffici, occupata dal 2008 dai movimenti per l’abitare, “anch’essa con utenze a carico dell’amministrazione“.

Ed infine l’ex scuola di via Alberto Pollio, “un ex edificio scolastico occupato da oltre quindici anni, per il quale sarebbe intervenuto un cambio di destinazione d’uso per renderlo abitabile, pur mantenendo le bollette intestate a Roma Capitale“.

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La Vittorio Emanuele di Ostia

Dall’accesso agli atti sulla Colonia Vittorio Emanuele di Ostia è emerso che sono stati spesi oltre mezzo milione di euro. Per questo abbiamo presentato un ulteriore accesso agli atti per avere un quadro chiaro e definitivo: quanti soldi dei cittadini sono stati spesi finora per pagare le bollette delle occupazioni?“, chiede Marco Perissa.

Un conto aperto per le casse comunali

L’iniziativa punta a far luce su una gestione patrimoniale che rischia di incidere pesantemente sulle risorse pubbliche, ossia “sulle tasche dei romani”, per riprendere le parole di Perissa.

L’attesa è ora rivolta all’esito del nuovo accesso agli atti, destinato a quantificare la cifra complessiva eventualmente sborsata dal Comune per le utenze degli immobili occupati in tutta la città.

Il piano sgomberi che non decolla

Intanto il Piano degli sgomberi pianificato e aggiornato ogni anno dalla Prefettura di Roma procede a rilento.

Lo scorso agosto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva promesso anche lo sgombero di Casapound, l’immobile statale di sei piani in via Emanuele III occupato da 23 anni da militanti di estrema destra. Non è stato ancora eseguito come altri occupati da senzatetto e da centri sociali.