Un colpo chirurgico, eseguito in silenzio e senza lasciare la minima traccia di scasso. Ma la rete delle indagini inizia a stringersi. Ci sono due indagati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma sul clamoroso furto di 80 fiale di Fentanyl, la potentissima droga sintetica sparita dalla cassaforte della farmacia dell’ospedale Israelitico, in zona Trullo.
Svolta nell’inchiesta sul furto di fentanyl: la Procura iscrive due dipendenti nel registro delle notizie di reato. Nessun segno di effrazione sulla cassaforte
Secondo quanto si apprende, i due iscritti nel registro degli indagati sarebbero due custodi della struttura.
L’ipotesi del “basista” e il vulnus delle chiavi
Le indagini, coordinate dai magistrati di piazzale Clodio e delegate ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma insieme ai militari del Nas, puntano a ricostruire l’esatta dinamica del furto e, soprattutto, individuare la destinazione finale.
Il sospetto principale degli investigatori è la presenza di un “basista” all’interno dell’ospedale o di qualcuno che sia riuscito ad avere un accesso facile e indisturbato alle chiavi della cassaforte, magari riuscendo a duplicarle in una comune ferramenta. Nel prosieguo delle indagini dovrebbero chiarirsi meglio il ruolo dei due custodi.
Il sistema di sicurezza dell’ospedale ha infatti mostrato una falla evidente: a fine turno, intorno alle ore 20, la chiave del deposito dei medicinali veniva regolarmente consegnata e lasciata in portineria insieme a tutte le altre. Un protocollo vulnerabile che potrebbe aver consentito a chiunque di prenderla, anche solo per il tempo strettamente necessario a fare un calco e clonarla.
Le fiale sparite
I Carabinieri della Compagnia Roma Eur e del Nas avevano ascoltato circa dieci persone tra dipendenti del reparto Farmacia, guardie giurate e vertici del nosocomio per ricostruire ruoli e movimenti delle ultime settimane.
L’episodio aveva fatto scattare immediatamente l’allarme rosso per l’estrema pericolosità del farmaco: dalle 80 fiale sottratte è infatti possibile ricavare almeno 15mila dosi potenziali destinate al mercato nero degli stupefacenti.
Ora il primo passo giudiziario: la procura di Roma ha iscritto nel registro i primi due indagati. Delle fiale di fentanyl comunque non è stata ancora trovata traccia.


















