Prima Tavi in Mauritania con il team cuore del San Camillo di Roma

Il personale dell'ospedale San Camillo di Roma in Mauritania: eseguito il primo storico intervento al cuore TAVI

Il grande team del cuore del San Camillo di Roma fa centro in Mauritania. Con una missione che unisce eccellenza clinica e solidarietà internazionale, l’equipe multidisciplinare dell’ospedale capitolino ha siglato uno storico traguardo a Nouakchott: per la prima volta nel Paese africano, è stata eseguita con successo una procedura di TAVI (l’impianto transcatetere della valvola aortica).

Il personale dell’ospedale San Camillo di Roma in Mauritania: eseguito il primo storico intervento al cuore TAVI

La vera svolta di questo intervento non risiede solo nell’altissima complessità tecnologica dell’operazione, ma nel modo in cui è stata realizzata. A muovere i ferri sono stati infatti i medici del Centre National de Cardiologie (CNC) mauritano, guidati passo dopo passo dagli specialisti romani attraverso un programma di affiancamento operativo sul campo (training on the job).

Prima Tavi in Mauritania con il team cuore del San Camillo di Roma 1

L’iniziativa si inserisce nel più ampio Programma di cooperazione sanitaria Italia-Mauritania, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) in collaborazione con l’ICU (Istituto di Cooperazione Sanitaria) e in sinergia con la Regione Lazio. L’obiettivo a lungo termine è ambizioso: trasformare la struttura di Nouakchott nell’hub cardiologico di riferimento per l’intera Africa occidentale.

I protagonisti della missione

Prima Tavi in Mauritania con il team cuore del San Camillo di Roma 2

Il successo di questa delicata operazione porta la firma di un vero e proprio “Dream Team” capitolino, che ha visto schierati: i medici specialisti Mariano Feccia (cardiochirurgo), Marco Nazzaro e Sandro Petrolati (cardiologi), Valentina Coltelli (anestesista) e Alessandro Pingitore (cardiologo e ricercatore CNR). A seguire il personale infermieristico e tecnico: Barbara Urso, Vanessa Palombi, Chiara Bussone, Sonia Ramacci e Federica Pala. Ed infine per il supporto tecnologico Sara Cambiati (specialist Tavi) e Fabrizio Clemente (ingegnere informatico).

Dieci anni di lavoro per l’autonomia medica

Questo risultato non è un caso isolato, ma il frutto di un percorso di cooperazione iniziato oltre dieci anni fa. La filosofia del progetto rifiuta la logica dell’intervento una tantum: punta invece al trasferimento progressivo delle competenze per rendere il personale locale completamente autonomo.

Parallelamente alla sala operatoria, il team del San Camillo ha lavorato su altri due fronti strategici.

Rivoluzione in Pronto Soccorso: Gli specialisti italiani hanno ridisegnato i flussi di lavoro e la gestione degli spazi del CNC basandosi sul modello d’emergenza italiano, ottimizzando l’accoglienza e i codici-colore del triage.

Formazione d’urgenza: Circa 30 professionisti mauritani, tra medici e operatori del 118 locale (SAMU), sono stati addestrati con corsi avanzati di rianimazione cardiopolmonare secondo le linee guida dell’Italian Resuscitation Council.

Le nuove sfide: telemedicina e trapianti

Il successo della prima TAVI apre la strada a un nuovo triennio di collaborazione ancora più ambizioso. Le prossime tappe guardano già alla frontiera della medicina: sono in cantiere programmi di telemedicina, lo sviluppo di un reparto di cardiochirurgia pediatrica e uno studio epidemiologico sulle malattie cardiometaboliche con il CNR di Pisa.

Il traguardo finale sarà l’avvio di un programma di screening immunologico per consentire, in futuro, i trapianti d’organo da donatore vivente (rene e fegato). La sanità di Roma esporta così non solo cure, ma un modello organizzativo capace di far camminare la Mauritania con le proprie gambe.