La sanità territoriale del Centro di Roma si potenzia grazie all’inaugurazione di due Case di Comunità e un Ospedale di Comunità. Con un investimento di oltre 4 milioni di euro di fondi del PNRR, i presidi storici del Nuovo Regina Margherita a Trastevere e dell’IMRE a Della Vittoria, offrono da oggi, servizi continui, diagnostica moderna e orientamento digitale.
Case di Comunità e Ospedale Nuovo Regina Margherita e polo IMRE: grazie a finanziamento di oltre 4 milioni di euro, i cittadini avranno accesso gratuito a ecografi, elettrocardiogrammi e la rete di infermieri di famiglia
Il potenziamento della medicina territoriale nel centro storico di Roma e nel quartiere Della Vittoria compie un passo decisivo grazie all’attivazione di altri fondamentali presidi di prossimità. All’evento inaugurale hanno preso parte il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e il direttore generale della ASL Roma 1, Giuseppe Quintavalle, sancendo l’avvio ufficiale di due nuove Case di Comunità e di un Ospedale di Comunità.
Questa straordinaria operazione di ristrutturazione e riadeguamento sanitario ha richiesto un investimento complessivo superiore a 4 milioni di euro, attinti in larga parte dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e integrati da risorse aziendali.

All’inaugurazione hanno partecipato anche la presidente del I Municipio Lorenza Bonaccorsi ed Elisa Gullino, direttore del Distretto uno. I nuovi servizi territoriali non sono stati inseriti in contesti impersonali, ma all’interno di storiche strutture architettoniche romane sottoposte a vincolo della Soprintendenza, restituendo dignità e utilità sociale a monumenti identitari della Capitale.
L’Hub di Trastevere: orari e servizi del Nuovo Regina Margherita
Nel celebre complesso monumentale di San Cosimato, situato nel cuore del rione Trastevere, sono stati aperti al pubblico la Casa di Comunità di livello Hub e l’Ospedale di Comunità denominati Nuovo Regina Margherita.
Questo luogo iconico, nato come monastero benedettino nel decimo secolo e diventato presidio ospedaliero nel 1970, custodisce intatti preziosi chiostri medievali e la chiesa storica. I lavori di riqualificazione strutturale e impiantistica del sito hanno comportato una spesa complessiva pari a 2.5 milioni di euro, ripartita in quote specifiche del PNRR per l’ospedale e la casa di comunità, a cui si sono aggiunti 220mila euro di fondi aziendali.
La grande novità di questo presidio, consiste nella sua totale accessibilità temporale, dato che la struttura opererà in modalità continuativa h24, per sette giorni su sette. All’interno del plesso, i cittadini possono usufruire liberamente dei servizi di prima necessità, a cominciare dal Centro Unico di Prenotazione e dal Punto Unico di Accesso.
Sono attive sul posto l’Unità di cure primarie, l’Unità di cure primarie pediatriche, il servizio dedicato dell’infermiere di famiglia e l’indispensabile servizio di continuità assistenziale.
L’Ospedale di Comunità: 20 posti letto per la deospedalizzazione
La struttura di Trastevere poi, integra al suo interno l’Ospedale di Comunità, concepito espressamente come uno snodo di raccordo intermedio per favorire la deospedalizzazione dei pazienti.

Questo reparto specialistico dispone di 20 posti letto dedicati all’accoglienza di persone che necessitano di trattamenti sanitari in setting a bassa intensità clinica. L’organizzazione quotidiana della struttura ospedaliera, è progettata per integrare le competenze di diversi professionisti della salute, i quali lavoreranno in modo coordinato in base alle specifiche esigenze cliniche e assistenziali manifestate dai degenti nel percorso di recupero.
La sede periferica dell’IMRE nel quartiere Della Vittoria
In collegamento da remoto è stata contemporaneamente inaugurata la seconda Casa di Comunità in configurazione periferica, situata nello storico edificio dell’Istituto Materno Regina Elena, noto come IMRE, nel quartiere Della Vittoria.
Questo gioiello architettonico in stile barocchetto risalente al 1928, che si sviluppa su una superficie complessiva di 1.103 metri quadrati distribuiti su quattro piani fuori terra e un seminterrato, rinasce dopo un lungo periodo di declino.
La riqualificazione integrale dei solai e degli impianti tecnologici, tra cui l’impianto elettrico, di areazione e antincendio, è costata complessivamente 1.564.008 euro. La struttura è attiva e aperta al pubblico dal lunedì al sabato, dalle ore 8:00 alle ore 20:00.
I servizi offerti all’utenza comprendono l’ambulatorio specialistico, le cure primarie, lo sportello di prenotazione e accoglienza, e un essenziale Consultorio Familiare presidiato stabilmente da un qualificato team multidisciplinare di trenta professionisti sanitari.
Tecnologie diagnostiche avanzate e orientamento per gli utenti
Entrambe le sedi inaugurate sono state dotate di strumentazioni diagnostiche di ultima generazione per garantire esami precisi e rapidi direttamente sul territorio.
Al Nuovo Regina Margherita sono stati destinati circa 350.000 euro per l’acquisto di ecografi, un sofisticato OCT con retinografo e polisonnigrafi. Presso l’Istituto Regina Elena, ulteriori 60.000 euro di fondi PNRR hanno permesso di installare nuovi spirometri, elettrocardiografi ed ecografi.
Al fine di coniugare il prestigio storico con l’umanizzazione delle cure, gli ambienti presentano pareti decorate con appositi wallpaper dedicati alla comunità.
Per l’abbattimento delle barriere fisiche, è stato inoltre implementato un innovativo sistema tecnologico di navigazione interna. Inquadrando semplicemente un apposito codice QR posizionato in punti strategici, tutta la comunità sorda e gli utenti più fragili riceveranno sul proprio smartphone indicazioni visive a frecce per essere guidati con precisione verso l’ambulatorio di destinazione.
















