Tre anni di reclusione con il rito abbreviato. È la condanna pronunciata dal gup di Roma nei confronti di Enrico C., il 57enne imputato per omicidio stradale dopo aver investito e ucciso i turisti irlandesi Paul e Mary O’Reilly il 7 settembre 2023 su via Cristoforo Colombo.
La sentenza tiene conto anche del comportamento delle vittime.
Turisti irlandesi uccisi sulla Colombo, riconosciuto il concorso di colpa della coppia, che attraversò con il semaforo pedonale rosso
Il giudice ha infatti riconosciuto il concorso di colpa della coppia, che stava attraversando sulle strisce pedonali con il semaforo rosso, concedendo inoltre all’imputato le attenuanti generiche.
“Il giudice ha riconosciuto il concorso di colpa delle vittime e ha concesso le attenuanti generiche al mio assistito“, ha commentato il difensore dell’automobilista, l’avvocato Renato Archidiacono.

L’incidente avvenne poco prima delle 13 all’altezza dell’incrocio tra via Cristoforo Colombo e via di Malafede. Paul e Mary O’Reilly, di 59 e 60 anni, erano arrivati a Roma per una vacanza e alloggiavano in uno dei campeggi della zona.
Insieme ad altri turisti attendevano di attraversare quando, secondo quanto ricostruito dalle indagini, notarono un autobus in arrivo sull’altro lato della carreggiata.
Nel tentativo di raggiungerlo attraversarono nonostante il rosso pedonale. Gli altri componenti del gruppo si fermarono in tempo; loro proseguirono e furono travolti dalla Ford Fiesta guidata dall’automobilista romano che viaggiava in direzione Eur.
L’auto viaggiava a 90 chilometri orari
La consulenza tecnica disposta dalla Procura ha accertato che l’auto procedeva a circa 90 chilometri orari in un tratto dove il limite era fissato a 60. Il conducente avrebbe iniziato a frenare appena 0,4 secondi prima dell’impatto. I due coniugi furono sbalzati per circa quaranta metri e morirono sul colpo.
Dopo l’investimento il 57enne si fermò e rimase lievemente ferito. Gli accertamenti tossicologici eseguiti nelle ore successive evidenziarono la positività alla cocaina.
Per la Procura, se avesse rispettato il limite di velocità e non si fosse messo al volante dopo aver assunto sostanze stupefacenti, avrebbe avuto maggiori possibilità di evitare l’impatto o di ridurne le conseguenze.
Il giudice ha tuttavia ritenuto che anche la condotta dei due turisti abbia contribuito al verificarsi dell’incidente, riconoscendo il concorso di colpa nella determinazione della pena.

















