Addio a Salvo Buzzanca: scompare il giornalista dal cuore siciliano che rifiutò le raccomandazioni del fratello Lando

Salvo Buzzanca, per anni addetto alla comunicazione di Acea, si è spento a Roma. Il ritratto tra la passione per l’arte, la gavetta in redazione e quel legame indissolubile col fratello Lando

Salvo Buzzanca. Foto dal suo profilo social

Si è spento Salvo Buzzanca, firma storica del giornalismo e volto stimatissimo della comunicazione d’impresa e istituzionale. Fratello minore del celebre attore Lando Buzzanca (scomparso nel 2022), Salvo aveva saputo costruire una carriera brillante e del tutto autonoma, legando per moltissimi anni il suo nome alla guida della media relation e della comunicazione di Acea.

Salvo Buzzanca, per anni addetto alla comunicazione di Acea, si è spento a Roma. Il ritratto tra la passione per l’arte, la gavetta in redazione e quel legame indissolubile col fratello Lando

Palermitano di nascita ma romano d’adozione – viveva da tempo nello scenario dei Castelli Romani – si è spento lasciando il ricordo di un uomo ironico, colto, appassionato d’arte (amava follemente Edward Hopper e Jack Vettriano) e, soprattutto, dotato di una rara e trascinante umanità.

Il ritratto: ironia, rigore e quel “cazzeggio” colto che conquistava i colleghi

Chi ha lavorato al suo fianco ne ricorda la straordinaria professionalità unita a un’ironia tutta siciliana, capace di svelenire anche i momenti di massima tensione redazionale o aziendale.

Ne è un esempio il commosso ricordo di una sua storica collaboratrice: «Ciao Salvo, sei stato uno dei miei capi più simpatici e cazzaroni. Ti ricordo sempre con la battuta pronta: “Ricordati ragazzi’, sei brava, quindi peggio pe’ te!”. Agli ordini Buzzanca! Cerco di non piangere, ma è tosta.»

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Salvo Buzzanca. Foto del suo profilo social

Un ritratto fedele di un professionista che ha attraversato quarant’anni di informazione italiana, collaborando con testate come Radio RaiTre, Paese Sera, Il Tempo, L’Avanti e Il Giornale, prima di approdare alla comunicazione d’impresa e istituzionale.

Una famiglia da film: dal papà “proiezionista” al legame con Lando

Un paio di anni fa, Salvo Buzzanca aveva raccolto le memorie della sua straordinaria e numerosa famiglia (otto figli in tutto) nel libro dal titolo emblematico «Dobbiamo festeggiare» (Francesco Tozzuolo Editore). Un affresco dell’Italia del dopoguerra, tra profumo di zagare e difficoltà economiche superate con dignità.

In quel libro emergeva un dettaglio poetico: il padre di Salvo e Lando era un proiezionista cinematografico, proprio come il leggendario Alfredo di Nuovo Cinema Paradiso. Una famiglia legata a doppio filo con lo schermo, dominata dalla figura del fratello Lando, di vent’anni più grande. Fu proprio Lando a dare a Salvo la scossa decisiva dopo la maturità: “Perché non fai il giornalista?”.

La scelta della dignità: «Niente raccomandazioni»

Nonostante la fama del fratello, Salvo scelse la via più difficile: la gavetta vera. Niente scorciatoie, niente porte aperte dal cognome ingombrante: “Ho rifiutato ogni aiuto da Lando perché se non lo sai fare, il giornalista, alla fine non c’è raccomandazione che tenga. Ho fatto il galoppino, avanti e indietro dal Parlamento a una piccola agenzia di stampa per imparare il mestiere”, aveva raccontato in una intervista al Corriere della sera.

Da Palermo a Londra (dove visse una parentesi d’oro collaborando con la BBC), fino all’amore viscerale per Roma: “Penso di amare Roma più io di tanti romani“, confessava con orgoglio.