Intrappolato nella fitta vegetazione boschiva di Vivaro: macchina delle ricerche per un escursionista

Incubo tra i boschi di Vivaro Romano nell'area impervia del Santuario della Madonna della Neve: lunghe operazioni di ricerca dopo la richiesta disperata di aiuto di un escursionista

Una mattinata alla ricerca di refrigerio si è trasformata in un incubo tra la fitta e impenetrabile vegetazione di Vivaro Romano, dove un uomo di 56 anni ha perso completamente l’orientamento nei pressi di Vivaro Romano, attivando una drammatica e tempestiva mobilitazione dei soccorsi in condizioni meteorologiche estreme.

Incubo tra i boschi di Vivaro Romano nell’area impervia del Santuario della Madonna della Neve: lunghe operazioni di ricerca dopo la richiesta disperata di aiuto di un escursionista

La disavventura è cominciata nella tarda mattinata, quando l’uomo di 56 anni, residente a Marcellina, decide di addentrarsi nella fitta vegetazione del territorio comunale, non lontano dal Santuario della Madonna della Neve.

Quella che doveva essere una piacevole escursione estiva però, si trasforma rapidamente in una trappola nel verde. Con il passare dei minuti e l’aumento delle temperature, il fitto bosco comincia a sembrare tutto uguale, cancellando i punti di riferimento visivi.

L’escursionista a quel punto, si rende conto con angoscia di aver smarrito del tutto il sentiero di ritorno e di non essere più in grado di raggiungere la propria automobile parcheggiata a inizio percorso, rimanendo bloccato in un territorio ostico e isolato.

Il coordinamento tecnologico dei soccorsi in tempo reale

Il panico fa scattare al malcapitato l’istinto di lanciare un immediato SOS, che la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Subiaco riceve, attivando rapidamente i protocolli di emergenza per la ricerca di persone disperse.

Sul posto viene inviata a sirene spiegate una pattuglia del Nucleo Carabinieri Forestale di Arsoli. A fare la differenza tra un tragico epilogo e un salvataggio tempestivo, è stata proprio la prontezza operativa dei militari, che mantenendo un costante contatto con l’uomo per scongiurare il panico, intuiscono la necessità di sfruttare il più possibile la tecnologia, fin quando la connessione lo consente, tentando l’invio della posizione esatta.

La spinta nella vegetazione e il ritrovamento

Ottenute le coordinate satellitari, l’area di ricerca viene circoscritta con precisione millimetrica nella impervia località denominata “Lappintone”. La pattuglia si spinge con il mezzo fin dove la strada lo consente.

Da quel punto in poi, i militari attivano i dispositivi acustici della vettura e iniziano ad addentrarsi a piedi nella vegetazione fitta, facendosi largo tra i rami e lanciando continui richiami vocali per fornire all’escursionista un indispensabile punto di riferimento sonoro.

La strategia si rivela vincente. Alle ore 13:20 circa, i Carabinieri Forestali riescono a individuare il cinquantaseienne, visibilmente scosso ma miracolosamente incolume, per poi riaccompagnarlo in sicurezza fuori dalla fitta boscaglia fino al luogo del parcheggio.

Le conseguenze e i pericoli del caldo intenso

La macchina dei soccorsi ha visto anche la mobilitazione immediata di due squadre dei Vigili del Fuoco, pronte a battere la foresta, e di un’ambulanza della Croce Bianca con personale sanitario a bordo. Una volta fuori pericolo, l’uomo è stato sottoposto al controllo dei parametri vitali da parte dei medici, che non hanno richiesto fortunatamente il trasporto in ospedale.

L’evento accende però un riflettore sui gravissimi rischi legati alle escursioni estive, e l’allerta dei Carabinieri Forestali che hanno ricordato specialmente nei periodi di caldo intenso, la necessità fondamentale, di documentarsi sui sentieri, indossare abbigliamento idoneo, portare sempre scorte d’acqua adeguate.