Propaganda neonazista e armi pronte all’uso: chat scoperte in rete, scatta blitz contro una frangia suprematista

Propaganda neonazista e piani di aggressione armata: operazione "Militia" squarcia il velo su chat e propositi violenti tra Roma, Caserta e Savona. Sequestrati manganelli e armi

Propositi violenti da attuarsi concretamente attraverso l’uso delle armi sono stati scoperti all’interno di chat estremiste gestite da tre giovani suprematisti. Il blitz della Polizia di Stato, denominato Operazione “Militia” e coordinato dalla Procura di Milano, ha portato a perquisizioni simultanee e al sequestro di arsenali di armi a salve.

Propaganda neonazista e piani di aggressione armata: operazione “Militia” squarcia il velo su chat e propositi violenti tra Roma, Caserta e Savona. Sequestrati manganelli e armi

Una rete virtuale dedita alla propaganda neonazista, ma pronta al salto verso la violenza reale è stata smantellata all’alba di ieri, sabato 9 luglio. La Polizia di Stato ha eseguito tre perquisizioni sul territorio nazionale nei confronti di altrettanti giovani di età compresa tra i 20 e i 26 anni, residenti nelle province di Roma, Caserta e Savona.

I tre indagati sono ritenuti responsabili di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, commessi attraverso la rete. Il dettaglio più allarmante è emerso proprio dall’analisi delle loro chat di messaggistica istantanea: gli investigatori hanno accertato che i tre sodali, della frangia suprematista, dichiaratamente legati all’ideologia della “Terza Posizione”, manifestavano espliciti propositi violenti, da attuarsi anche mediante l’impiego delle armi.

L’estremismo del gruppo era tale che i loro profili social erano già stati chiusi a più riprese dalle piattaforme social, proprio a causa dei contenuti condivisi.

L’antefatto e il blitz della Polizia di Stato

L’operazione delle ultime ore, rappresenta il filone di una complessa attività investigativa che affonda le sue radici nel passato recente. L’Operazione “Militia” deriva infatti dall’approfondimento del materiale sequestrato nel 2024, in occasione di una precedente indagine che aveva già visto il coinvolgimento di 12 persone per i medesimi reati.

Nella mattinata del 9 luglio, gli agenti della Polizia Postale e delle DIGOS territoriali hanno fatto irruzione nelle abitazioni dei tre obiettivi, bloccando i giovani e avviando le operazioni di ricerca del materiale scottante.

I sequestri e le ipotesi degli inquirenti

Nel corso delle perquisizioni, le forze dell’ordine hanno rinvenuto un vero e proprio campionario dell’estremismo. Oltre a libri, manoscritti, bandiere e altro materiale propagandistico legato al suprematismo, all’antisemitismo e alla difesa dell’identità nazionale, gli agenti hanno sequestrato manganelli, coltelli, armi da softair e riproduzioni a salve.

Sono stati inoltre confiscati tutti i dispositivi informatici, che ora si trovano al vaglio dei tecnici per l’estrazione dei dati. Le ipotesi investigative si concentrano ora sulla potenziale pericolosità del gruppo: i magistrati intendono chiarire se i propositi violenti riscontrati nelle chat stessero per tradursi in attentati o aggressioni fisiche imminenti.

Da accertare inoltre, la possibilità che i tre indagati fossero in contatto con altre cellule operative o stessero tentando di procurarsi armi da fuoco reali. Per gli indagati vige comunque il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.