Escalation di violenza domestica a Ladispoli dove un uomo ha tentato di soffocare la compagna. La Polizia di Stato lo ha arrestato. Determinante è stata una chiamata al Numero Unico di Emergenza 112, giunta all’alba del 28 giugno alla sala operativa della Questura: dall’altro capo del telefono c’era un bambino in lacrime che chiedeva aiuto.
La Polizia di Ladispoli ha arrestato l’uomo, che dovrà rispondere anche di tentato omicidio nei confronti della compagna
Quando il bambino ha chiamato il 112, in pochi minuti una pattuglia del Commissariato di Polizia di Ladispoli ha raggiunto l’abitazione. Dopo aver superato la resistenza iniziale dell’uomo ad aprire la porta, gli agenti sono riusciti a entrare, trovandosi davanti una scena drammatica: la donna, in lacrime e distesa sul letto, era circondata dai quattro figli, tutti minori.
L’uomo, in evidente stato di alterazione, probabilmente dovuto all’abuso di alcol, ha mostrato un comportamento aggressivo anche nei confronti delle forze dell’ordine.
La denuncia
Dopo l’intervento dei sanitari, la vittima è stata ascoltata dagli investigatori del Commissariato, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia. La donna ha raccontato mesi di violenze, fatte di soprusi fisici, vessazioni psicologiche e controllo economico.
Secondo quanto ricostruito, la situazione sarebbe degenerata a partire da maggio, con episodi sempre più gravi, fino ad arrivare anche a violenze sessuali accompagnate da minacce.
L’episodio più grave si sarebbe verificato proprio nella notte dell’intervento: l’uomo avrebbe svegliato la compagna, colpendola ripetutamente e tentando poi di soffocarla tappandole la bocca. La donna è stata trasportata in ospedale, dove le sono state diagnosticate lesioni con una prognosi di 20 giorni.
L’arresto
L’uomo è stato arrestato in flagranza. E’ accusato di tentato omicidio, maltrattamenti, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Successivamente, il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere presso il penitenziario di Civitavecchia.


















