All’Infernetto la nuova truffa del falso incidente con la vernice. Anca: “Mio padre minacciato e frodato per centinaia di euro”

Malviventi in azione con un sistema ancora poco conosciuto, un'evoluzione della truffa dello specchietto

Un assalto ben congegnato ai danni di un uomo di 73 anni, preso alla sprovvista e vittima di una truffa per centinaia di euro, tutti quelli che aveva in tasca nel momento in cui i malviventi hanno inscenato un falso incidente con la vernice per estorcergli il danaro.

Malviventi in azione con un sistema ancora poco conosciuto, un’evoluzione della truffa dello specchietto

E’ accaduto tutto in pochi minuti, sabato scorso 11 luglio, nel quartiere residenziale dell’Infernetto poco fuori dal parcheggio di un supermercato di recente apertura.

Era intorno all’ora di pranzo quando l’anziano di origini rumene, ma da oltre 26 anni trapiantato in Italia, ad Arezzo, per una vita da operaio e tanti sacrifici che gli sono valsi la pensione sociale, è risalito sulla macchina della figlia, una Nissan Qashqai, per portarle la spesa.

L’approccio

Papà era appena uscito dal posteggio e stava percorrendo via Antonio Lotti, in direzione di Ermanno Wolf Ferrari. Improvvisamente due uomini di nazionalità italiana, uno più grande e l’altro abbastanza giovane che erano su una macchina ferma accanto al marciapiedi hanno fatto scattare quella che poi, a mente fredda, abbiamo capito essere una trappola molto ben congegnata”, dice la figlia Anca Tabacaru che vive all’Infernetto da tanti anni.

Mentre il padre sta superando l’auto, ferma accanto al marciapiedi, sente un colpo improvviso sulla portiera posteriore destra e viene subito accusato da uno dei due che lo blocca sostenendo di aver colpito la sua vettura proprio con lo sportello lasciato inavvertitamente aperto.

I toni sono subito minacciosi e il 73enne viene costretto a seguire la coppia in un’area di servizio poco lontana. E qui la messinscena prosegue. Gli viene fatto notare che sulla carrozzeria della Nissan è rimasta la traccia, evidente, della vernice bianca abrasa a causa dell’impatto.

Il piano e le minacce

Il piano non contempla pause. L’anziano viene subito messo sotto pressione. Vedi, stiamo chiamando la polizia guarda che ci conviene sistemare la cosa qui, tra di noi, perché se poi arrivano ti fanno una multa come minimo di 1800 euro per quello che hai combinato. Sbrighiamoci a sistemare la cosa. Non abbiamo tempo, dobbiamo accompagnare mamma in ospedale”.

Tutto sembra tornare. La portiera strisciata e ancora aperta e poi la paura, amplificata dal fatto di non essere a conoscenza delle norme del codice della strada dove non c’è alcuna sanzione da 1800 euro per chi abbia danneggiato un altro veicolo.

La constatazione amichevole d’incidente può avvenire, come è noto, compilando l’apposito modulo o, in caso di disaccordo, notificando il sinistro alla propria assicurazione.

Mio padre a quel punto si è preoccupato anche di evitarmi dei guai in quanto proprietaria del veicolo. Aveva prelevato 600 euro in contanti. Praticamente tutta la sua pensione, perché stava per partire per le vacanze in Romania prosegue Anca- e lì, a volte, le carte bancomat danno problemi, quindi disporre di danaro liquido può fare la differenza. Li ha tirati fuori dalle tasche e glieli ha dati così, su due piedi, e poi è arrivato da me dispiaciuto e avvilito pensando di aver combinato un pasticcio”.

La denuncia

Con il passare delle ore però tutta la ricostruzione ha iniziato a essere sempre meno convincente. Mi stavo già domandando come mai, se papà era davvero ripartito con la portiera aperta, non fosse suonato l’allarme sul cruscotto. Ma la cosa che ha tagliato la testa al toro -prosegue Anca- è che mi sono accorta che la vernice era ancora fresca e che la carrozzeria sottostante della Nissan non aveva neppure un graffio. A quel punto ho capito, e mi è tornato in mente che qualche tempo fa, sempre all’Infernetto, avevo assistito alla truffa dello specchietto su una macchina che mi precedeva e avevo messo in fuga i malintenzionati attaccandomi al clacson. Quello che ci era successo è frutto di un ulteriore salto di qualità.

Adesso Anca e suo padre presenteranno denuncia alle forze dell’ordine anche perché la strada e la stazione di servizio dove è avvenuto il fatto sono piene di telecamere di sorveglianza.

Non so se riusciremo a recuperare il danaro, e se sarà possibile rintracciare i truffatori ma desidero che questa vicenda -conclude la donna- abbia il massimo risalto affinché non ci cadano altre persone”.