Ultimo conquista Tor Vergata con 250 mila fan. E Vasco lo incorona: “I record vanno battuti” (VIDEO)

Il cantautore di San Basilio trasforma la spianata in un oceano umano e supera lo storico primato di Modena Park 2017. Vasco si complimenta: «Ti voglio bene Niccolò, ci troveremo come le star»

«Ogni record è fatto per essere battuto. Largo ai giovani… è giusto così!». L’investitura ufficiale arriva direttamente dal re del rock italiano. Con un post sui suoi canali social, Vasco Rossi ha incoronato Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, a poche ore dal clamoroso concerto-evento a Tor Vergata.

Il cantautore di San Basilio trasforma la spianata in un oceano umano e supera lo storico primato di Modena Park 2017. Vasco si complimenta: «Ti voglio bene Niccolò, ci troveremo come le star»

Una consacrazione densa di affetto — «Ti voglio bene Niccolò… e poi ci troveremo come le star», ha aggiunto il Blasco — che suggella un passaggio di testimone storico per la musica live del nostro Paese. Con 250.000 spettatori paganti, il trentenne di San Basilio ha infatti superato il leggendario primato stabilito da Vasco a Modena Park nel 2017. L’allievo, calcando le orme del maestro anche nella scenografia (con un elicottero a sorvolare la folla prima del live), ha compiuto l’impresa.

La favola di Tor Vergata

A Tor Vergata la favola è diventata realtà, inaugurando di fatto una delle arene per concerti più grandi d’Europa. Quando Ultimo intona Pianeti e canta “Dove gli ultimi forza hanno e insieme cantano”, le sue parole si trasformano nel manifesto programmatico di un oceano umano di 250mila persone che lo ha atteso per un anno intero.

Un boato scuote un’area di oltre 150mila metri quadrati. È la notte di un ragazzo romano cresciuto in periferia che ha promesso di dare voce a chi non ce l’ha. E ci è riuscito, trasformando l’urgenza emotiva del suo cantautorato nella forza che lo ha reso il più giovane artista italiano di sempre a radunare una simile platea.

La cronaca dell’evento da record inizia giorni prima, con i fan più devoti accampati in tenda sotto il sole rovente pur di guadagnare la prima fila. Raggiunge il climax in un torrido sabato, il 4 luglio, una data che per Niccolò è un anniversario: lo stesso giorno del suo primo storico stadio Olimpico nel 2019.

Ad aprire le danze sulla monumentale cattedrale di acciaio e luci lunga 140 metri è l’amico di sempre, Fabrizio Moro, il primo a credere in lui: «Questa è la fotografia più bella della musica italiana», dice Moro proponendo un brindisi alla folla, «Alla faccia di chi ci vuole male».

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Da quel momento in poi è un viaggio senza sosta nell’universo musicale di Ultimo. La scaletta è un’antologia di successi urlati a squarciagola. «Roma, sei un capolavoro», grida l’artista prima di lanciare Il capolavoro e scatenare l’energia di Sono pazzo di te. Si passa dalla delicatezza di La stella più fragile dell’universo all’omaggio dialettale e viscerale di Fateme Cantà, fino al ritorno sul palco di Fabrizio Moro per un intenso abbraccio sulle note di L’eternità (Il mio quartiere).

C’è spazio per la potenza della band nel medley che unisce L’ultima poesia e Tutto questo sei tu, ma il vero cuore del live batte durante il set acustico. Seduto da solo al pianoforte sospeso, Ultimo regala perle come Questa insensata voglia di teBuon viaggio, il ritornello di Alba e Quel filo che ci unisce, quest’ultima ormai colonna sonora d’amore per la compagna Jacqueline Luna Di Giacomo e per il loro primo figlio, Enea, nato il 30 novembre 2024.

Ho visto gente esclusa ridere a squarciagola”, recita 22 Settembre. Ed è esattamente ciò che si vede guardando Tor Vergata: un popolo di ragazzi che si sono sentiti fragili o incompresi e che hanno trovato nelle canzoni di Niccolò un posto nel mondo. Un fenomeno di aggregazione di massa che in Italia ha pochissimi eguali, accostabile solo a giganti come Renato Zero o lo stesso Vasco Rossi.

La chiusura di Ultimo con Sogni Appesi

Ultimo conquista Tor Vergata con 250 mila fan. E Vasco lo incorona: "I record vanno battuti" (VIDEO) 2

La chiusura, come da tradizione, è affidata a Sogni Appesi. Quando i versi “Da quando ero bambino, solo un obiettivo / Dalla parte degli ultimi, per sentirmi primo” risuonano nell’aria prima dei fuochi d’artificio finali, la sensazione di aver preso parte a un momento irripetibile è palpabile. «Ho fatto pace con tutti, ho fatto pace con tutto. Siamo nella storia», si congeda Ultimo.

Da oggi, per migliaia di ragazzi, questa notte sarà un prezioso “io c’ero” da raccontare per anni. La favola è diventata storia. E adesso che ha toccato il cielo superando ogni record, resta una sola domanda: dove può ancora volare Ultimo?