Sequestro preventivo dello spazio sociale Angelo Mai a Parco San Sebastiano

I sigilli all’Angelo Mai si inseriscono in un percorso di mancata assegnazione della struttura di proprietà del Comune di Roma

Gli agenti della polizia di Stato hanno notificato questa notte, di sabato 27 giugno, il provvedimento di sequestro preventivo disposto dalla Questura nei confronti dello spazio sociale Angelo Mai di Parco San Sebastiano, vicino alle Terme di Caracalla.

I sigilli all’Angelo Mai si inseriscono in un percorso di mancata assegnazione della struttura di proprietà del Comune di Roma

L’apposizione dei sigilli alla struttura è scattata a seguito di un controllo ispettivo in cui sono state rilevate inadeguatezze strutturali e normative del locale che, già in passato, era stato al centro di misure restrittive da parte delle istituzioni.

Nato nel 2004 dall’occupazione di un ex convitto nel rione Monti, l’Angelo Mai si è trasferito nel 2009 nell’attuale sede dopo aver provveduto alla riqualificazione di un’ex dacia comunale all’epoca completamente abbandonata.

Gestito da un collettivo di artisti, l’Angelo Mai non è un semplice locale notturno, ma un laboratorio di produzione artistica indipendente e un centro culturale polifunzionale che ospita concerti di musica d’avanguardia, indie e jazz; spettacoli teatrali, festival d’arte contemporanea e laboratori sociali.

La reazione dei gestori

Dal canto loro i gestori della struttura hanno espresso il loro sconcerto per un intervento giudicato sproporzionato rispetto al percorso di adeguamento avviato per superare le criticità oggetto di contestazione.

Un controllo che ha trovato il nostro spazio inadeguato, nonostante il faticoso e oneroso percorso di adeguamento alle norme previste che abbiamo intrapreso da un anno“, hanno sottolineato gli attivisti in una fase in cui si stava per chiudere una lunga trattativa per l’assegnazione della struttura sgombrata altre tre volte e, a loro giudizio, vittima di “accanimento da parte delle” autorità competenti.

Il nodo dei debiti con il Comune di Roma

L’Angelo Mai versa in una condizione di mancata assegnazione ufficiale, aggravata da un carico economico molto rilevante.

Per rimanere all’interno della struttura, l’associazione sta infatti sostenendo necessarie a pagare la rateizzazione del debito richiesto dal Comune di Roma, senza però voler scendere a compromessi sulla natura del luogo e mantenendo ferma la volontà di “non modificare la propria funzione e la propria vocazione” culturale.

Scenari futuri

Dopo l’apposizione dei sigilli all’ingresso di viale delle Terme di Caracalla, si apre l’ennesimo capitolo legale e amministrativo.

Nelle prossime ore i responsabili del centro attendono una risposta da parte del Campidoglio per capire se il sequestro preventivo da parte della Questura di Roma bloccherà definitivamente l’iter di assegnazione o se si aprirà uno spiraglio per la revoca del provvedimento, restituendo lo spazio alla programmazione del centro culturale indipendente. Centro che ha già ricevuto la solidarietà di diverse persone di spicco del mondo cinematografico e dello spettacolo della capitale.