Sono decine le segnalazioni giunte ai canali social e Whatsapp che la polizia di Stato ha messo a disposizione di chiunque abbia informazioni rilevanti da dare sulla fuga del presunto killer della strage di Casalotti.
Decine di segnalazioni alla polizia di Stato per la strage di Casalotti ma il 43enne in fuga non si trova, operato alla testa il sopravvissuto
L’uomo è svanito nel nulla dopo la mattanza in cui hanno perso la vita, massacrati a colpi di mannaia, i coniugi bengalesi Kamal Uddin e Jahan Hosne Momotaj e la figlia Arowa di otto anni.
Unico sopravvissuto della carneficina il primogenito della coppia, un ragazzo di 20 anni, ricoverato al Gemelli che è stato sottoposto a un intervento neurochirurgico per una frattura cranica con ematoma.
Il giovane è ricoverato in terapia intensiva, in prognosi riservata, ma è cosciente.
L’identikit
L’identikit risponde alla persona di Shahadat Hossain, nato il 10 maggio 1983 e anche lui originario del Bangladesh.
Dai treni al Tevere sino alle zone più impervie della capitale proseguono le ricerche dell’uomo. Gli inquirenti si stanno anche avvalendo dell’ausilio di droni. Qualsiasi dettaglio può risultare utile e forse decisivo per le indagini.
Dopo la diffusione della foto segnaletica la polizia di Stato ha, infatti, registrato circa quaranta contatti ma nessuno di questi, al momento, ha dato esito o comunque fornito elementi utili a stringere il cerchio attorno all’uomo, arrivato sette mesi fa dall’Inghilterra dove vivrebbero la moglie e una figlia.
I canali attivati per la ricerca del presunto triplice omicida
- Il numero da contattare: 334 6903295 (Squadra Mobile della Questura di Roma)
- Cosa fare:Chiunque avesse incrociato l’uomo, notato movimenti sospetti nelle ultime ore o fosse in possesso di informazioni utili, è invitato a mettersi immediatamente in contatto con le forze dell’ordine.
Le indagini
La procura della Repubblica di Roma, intanto, ha aperto un fascicolo per omicidio e lesioni e si attendono gli esiti dell’autopsia che sarà effettuata sui corpi delle vittime nelle prossime ore. A coordinare le indagini è il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini.
Al vaglio degli investigatori della Squadra Mobile, intanto, vi è anche quella di una possibile matrice passionale del delitto tra consenzienti. Il 43enne, stando alle voci raccolte nell’ambito della comunità dei connazionali, sarebbe stato visto in diverse occasioni insieme a Jahan Hosne Momotaj che era, comunque, molto spesso accompagnata dal marito e dalla figlia.
Poco plausibile il movente di una relazione
Shahadat Hossain era stato, tra l’altro, aiutato proprio da Kamal, arrivato in Italia 15 anni fa e molto conosciuto nel quartiere dove lavorava nei pressi di un supermercato assistendo i clienti per trasportare le borse della spesa. Hossain aveva necessità di trovare un alloggio e proprio grazie a Kamal lo aveva ottenuto.
La frequentazione tra l’uomo e la famiglia era frutto di questi rapporti e non presuppone, necessariamente, l’esistenza di un legame tra lui e la donna.
Può benissimo essere che Hossain sia caduto preda di un’ossessione non corrisposta nei confronti di Jahan e si sia presentato, il giorno del massacro nell’abitazione di Casalotti. Poi approfittando dell’assenza del marito e del figlio 20enne, abbia fatto delle avances passando alle vie di fatto dopo essere stato rifiutato dalla vittima.
Frasi farneticanti
Che qualcosa nella sua mente non abbia funzionato è chiaro, magari a causa di un disturbo della personalità o di altre psicopatologie non necessariamente tali da inficiarne la capacità di intendere e di volere. Una tesi da non scartare, soprattutto alla luce delle farneticanti frasi postate su Internet poco prima della strage. Frasi che, scritte nella lingua del suo Paese, sono state tradotte così:
“Un uomo non solo muore da solo, muore se stesso e lascia gli altri come sono morti. Ecco perché dovresti morire con i tuoi cari quando muori. Così nessuno deve soffrire per nessuno”.
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